Il sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Verzera ha chiesto il giudizio immediato per Letterio Campagna, considerato il custode delle armi e della droga del clan di Mangialupi.
Toccherà al gip Walter Ignazzitto decidere, nei prossimi giorni, se accogliere la richiesta e mandare direttamente Campagna al processo,
saltando l’udienza preliminare.
I fatti risalgono al 25 gennaio scorso quando, in un casolare di contrada Murazza, fra San Filippo Inferiore e Superiore,in uso a Campagna, gli agenti della Mobile scoprirono un vero arsenale e notevoli quantitativi di droga.
Dietro una finta parete c’erano 3 fucili mitragliatori, 15 pistole, 3 pistole mitragliatrici calibro 9, 1 fucile semiautomatico, munizioni ordinarie e da guerra, 4 silenziatori 116 detonatori a miccia, più di 2 chili di eroina, 6 chili di cocaina e una busta di plastica contenente mannitolo, sostanza utilizzata per tagliare la droga.
Letterio Campagna fu arrestato insieme con i due figli ma durante l’interrogatorio l’uomo scagionò i ragazzi. Raccontò che i figli non sapevano assolutamente nulla della presenza di armi e droga in quella villetta e che non sapevano di ciò che accadeva fra quei muri.
