Sit-in e raccolta firma per manifestare contro il decreto firmato dall’assessore Russo in concomitanza alla convocazione delle organizzazioni sindacali in commissione sanità all’Ars
Continua ad essere un mare in tempesta quello in cui navigano i provvedimenti firmati dall’assessore regionale Massimo Russo e destinati a riorganizzare il comparto della sanità siciliana sulla base della legge di riforma in vigore da settembre. Una legge accolta da polemiche, perplessità e dubbi, ivi compresi quelli più volte manifestati (e non certo con mezza misure ndr) dal primo cittadino di Messina Giuseppe Buzzanca, a cui si aggiungono quelle di Cgil, Cisl e Uil per il decreto sottoscritto da Russo lo scorso 15 giugno, con cui è stata disposta la chiusura di 33 postazione di emergenza del 118 in tutta la regione, di cui nove a Messina: Fiumedinisi, S. Domenica Vittoria, Capizzi, Castanea, Castroreale, Gazzi, Mistretta, Montalbano e Ucria
La normativa, stata immediatamente messa in pratica in diversi centri, tra cui S.Domenica Vittoria, Montalbano Elicona, Mistretta, Ucria dove gli abitanti non dispongono più del servizio d’emergenza. Con riferimento ai comuni sopraindicati i sindacati specificano: «Si tratta di centri non facilmente raggiungibile – affermano i rappresentanti sindacali di Domenico Ruffino, Michele Vernuccio, Angelo Civa – quindi ci chiediamo come verrà garantita la tempestività del soccorso entro un tempo massimo di venti minuti. una persona colpita da arresto cardio-circolatorio, ogni minuto in più che passa, riduce del 10% le possibilità di sopravvivenza dello stesso».
L’assessore Russo, tuttavia, fa sapere di non essere disposto a “ritrattare” la decisione presa, affermando che essa scaturisce dall’esiguo numero di interventi eseguiti in questi anni da questi punti di soccorso e ribadendo la necessità di risparmiare e razionalizzare le risorse economiche senza peraltro mettere in discussione posti di lavoro. Al tempo stesso però neanche le organizzazioni sindacali si dicono pronte a fare un passo indietro, ma sono invece decise a proseguire lungo la strada della protesta. Una protesta che prenderà il via domani, in concomitanza con l’audizione delle rappresentante sociali presso la commissione sanità all’Ars, quando da Mistretta partirà la mobilitazione degli operatori con un sit-in ed un raccolta firme contro il decreto.
