In un casolare di San Filippo la Polizia ha sequestrato armi micidiali, come tre kalashnikov, e munizioni. Arrestati Letterio Campagna ed i due figli incensurati
Ancora un colpo micidiale inferto dalla Polizia al potente clan di Mangialupi. La Squadra Mobile, con un blitz in un casolare isolato nelle campagne di S.Filippo, ha scoperto un vero e proprio arsenale della mafia. Armi micidiali, detonatori e munizioni che confermano la potenza militare del gruppo. E nel rifugio erano custoditi anche 8 chili fra cocaina ed eroina oltre a tutta l’attrezzatura per il confezionamento delle droga.
La scoperta di stamattina conferma la forza di un gruppo ormai egemone nel panorama criminale messinese sia per lo spaccio di droghe pesanti, sia nel campo delle estorsioni e dell’usura. Ma la scoperta dell’arsenale getta una nuova ombra sul clan capeggiato dal boss Antonino Trovato, attualmente in carcere dopo la scoperta della “cassaforte” del gruppo, effettuata sempre dalla Mobile nel maggio scorso con il sequestro di un milione di euro in contanti.
Da allora le indagini della Polizia non si sono mai fermate. Gli investigatori non hanno mai smesso di cercare le ricchezze del clan e stamattina sono stati premiati. I poliziotti hanno fatto irruzione nel casolare che si trova fra S.Filippo Superiore ed Inferiore protetto da telecamere esterne collegate ad un sofisticato sistema di videosorveglianza. Una volta all’interno gli agenti hanno trovato sui tavoli delle buste di cellophane contenenti piccoli quantitativi di droga. Un “contentino” per spingere la Polizia a concludere le ricerche. Ma gli uomini, coordinati dal dirigente Marco Giambra e dal funzionario Rosalba Stramandino, non si sono accontentati. Hanno continuato ad ispezionare tutta la casa finchè un poliziotto dal fiuto particolarmente raffinato non si è accorto che fra due piastrelle della cucina mancava il cemento. Non si trattava, infatti, di una parete ma di uno sportello. Aprendolo è venuto fuori l’arsenale. Nel vano erano custoditi tre kalashnikov, 15 pistole con matricola abrasa, tre pistole mitragliatrici calibro 9, un fucile semiautomatico calibro 12, migliaia di munizioni anche da guerra, 4 silenziatori, 116 detonatori a miccia, due chili di eroina e sei di cocaina. Un tesoro immenso custodito dall’unico personaggio di spicco del clan rimasto ancora a piede libero per essere tornato in libertà solo da poco tempo. Poco dopo le manette sono scattate per Letterio Campagna, 54 anni,sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno e per i due figli, entrambi incensurati, Roberto e Consolato rispettivamente di 31 e 23 anni. A Letterio Campagna era intestato il casolare dove si recava quasi tutti i giorni con i figli come hanno potuto accertare negli ultimi giorni i poliziotti nel corso di lunghi appostamenti.
Adesso gli investigatori vogliono stabilire a cosa dovessero servire tutte quelle armi in particolare i kalashnikov e le mitragliatrici. Se da un lato l’arsenale può essere considerato una specie di deposito “d’emergenza” del clan dall’altro è possibile che armi e munizioni fossero detenute per conto delle ‘ndrine calabresi. Il clan di Mangialupi ha sempre acquistato eroina e cocaina dalle cosche della piana di Gioia Tauro e della Locride ed altre inchieste del passato hanno accertato gli stretti rapporti di collaborazione fra il gruppo dei Trovato e la ‘Ndrangheta. Nel maggio scorso la Squadra Mobile sequestrò ai fratelli Trovato beni per 20 milioni di euro, compresi due appartamenti sul viale San Martino nei quali furono trovati cinque chili di eroina e cocaina ed un milione di euro in contanti. Le abitazioni erano servite anche come rifugio di latitanti, quasi certamente esponenti della ‘nadrangheta che si rifugiavano a Messina protetti dal potentissimo e fino a ieri invincibile clan di Mangialupi.
(in photogallery le immagini di Consolato Campagna, delle armi, della droga, della pressa utilizzata per confezionare la droga e dell’ingrsso del casolare)
