Concorsi a Veterinaria: Tomasello e Macrì ricusano i giudici

Concorsi a Veterinaria: Tomasello e Macrì ricusano i giudici

Concorsi a Veterinaria: Tomasello e Macrì ricusano i giudici

lunedì 13 Luglio 2009 - 12:47

Nel processo in corso in Tribunale i due principali imputati hanno ricusato due giudici che li avevano già giudicati

Nuova frenata nel processo sui concorsi alla facoltà di Veterinaria e sull’illecita gestione dei fondi Lipin. In avvio di udienza i legali del Rettore, Franco Tomasello e dell’ex preside di Veterinaria, Battesimo Macrì, hanno ricusato il presidente del collegio Caterina Mangano ed un componente, Daniela Urbani.

Gli avvocati Nino Favazzo e Carmelo Scillìa hanno depositato la richiesta di ricusazione alla Corte d’Appello di Messina perché i due giudici avrebbero già manifestato un vero e proprio giudizio sulla responsabilità pensale del Tomasello. In dieci pagine i legali ricordano che la Mangano e la Urbani facevano parte del Tribunale della Libertà che il 22 dicembre 2008 rigettò l’appello contro la sospensione dalle funzione per due mesi del Rettore decisa dal Gip nel procedimento relativo al concorso all’Istituto di Medicina del Lavoro del Policlinico che si aggiudicò l’ex presidente del consiglio comunale di Messina, Umberto Bonanno.

Secondo i due difensori “I Giudici si sono venuti a trovare in posizione di incompatibilità rispetto all’odierno giudizio e\o, comunque, versano in un’ipotesi riconducibile ad una delle altre gravi ragioni di convenienza, che è sempre possibile rimuovere con lo strumento dell’astenzione-ricusazione”.

Gli avvocati Favazzo e Scillìa scrivono nella dichiarazione di ricusazione che i due Giudici si sono espressi in maniera chiara: “Non deve nella stessa logica sottacersi come il medesimo indagato (n.d.r. il prof. Tomasello) sia stato ritenuto gravemente indiziato di aver orientato dei concorsi universitari e di aver condizionato l’assunzione di soggetti a lui vicini nell’ambito del procedimento. Di guisa che il rischio correlato ad una prosecuzione non trasparente dell’attività di gestione propria del pubblico ufficio in questione è assai concreto, in considerazione della allarmante ostinazione manifestata dall’indagato nella condizione clientelare della propria carica”.

Per gli avvocati di Tomasello e Macrì i giudici utilizzano termini in equivoci nell’esprimere il proprio convincimento. Spiegano che Tomasello gestirebbe il proprio ruolo di Rettore con metodi clientelari e potrebbe anche proseguire in futuro in questo comportamento. Da qui la certezza, espressa dai difensori, che i Giudici non potrebbero valutare serenamente durante il processo in corso. La Corte d’Appello decidere nei prossimi giorni sulla richiesta di ricusazione. Oggi, invece, i giudici del Tribunale, dopo meno di un’ora di camera di consiglio, hanno rigettato la richiesta di ricusazione. Per adesso andranno avanti convinti di non subire alcun condizionamento. Sarà poi la Corte d’appello a dire l’ultima parola.

In questo processo il Rettore Tomasello deve rispondere di tentata concussione e di due tentativi di concussione. Macrì, invece, è imputato per le pressioni esercitate su un altro docente per un concorso che avrebbe dovuto vincere il figlio e invece fu aggiudicato da un altro ricercatore. Complessivamente nel processo, oltre a Tomasello e Macrì, sono imputati 21 docenti.

(foto Sturiale)

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