Confindustria Messina, assemblea annuale dei soci. Blandina: -Economia asfittica-

Confindustria Messina, assemblea annuale dei soci. Blandina: -Economia asfittica-

Confindustria Messina, assemblea annuale dei soci. Blandina: -Economia asfittica-

giovedì 31 Luglio 2008 - 15:00

Il presidente: -Il quadro è immutato, se non peggiorato, rispetto a quello di un anno fa-

Un’economia asfittica che risente non solo della situazione economica mondiale, ma anche della inadeguatezza dell’azione politico-amministrativa che ormai da troppo tempo non riesce a pianificare un percorso credibile e coerente di sviluppo. E’ un’analisi impietosa quella che il presidente di Confindustria Messina Ivo Blandina (nella foto) presenta agli associati riuniti in assemblea.

“Quando sono stato eletto a giugno dell’anno scorso -ha dichiarato Blandina- ho iniziato il mio intervento esaminando la situazione complessiva, nazionale e locale, per arrivare ad un’unica conclusione: stagnazione. A distanza di un anno il quadro globale (ma anche quello locale, con le ultime vicende che hanno riguardato alcune nostre aziende) è ancora immutato, se non peggiorato. Ma nonostante le numerose difficoltà ci siamo impegnati soprattutto per promuovere e difendere il nostro diritto a fare impresa nel miglior modo possibile. Crescita e sviluppo sono e saranno i principi ispiratori di questo mandato. Principi per i quali stiamo lavorando intensamente, anche se siamo consapevoli che se questi principi non saranno i criteri ispiratori di tutti i soggetti del territorio è difficile andare lontano. Il primo documento prodotto da questa Presidenza, ha riguardato il sistema portuale della provincia. Abbiamo chiesto, e finalmente dopo un anno di interventi durissimi da parte nostra con il supporto di Confindustria Sicilia l’abbiamo ottenuto, la soppressione di una struttura inutile come l’Ente Porto. Ma dal Governo regionale ci aspettiamo anche scelte ben precise riguardo allo sviluppo del sistema portuale dell’intero territorio provinciale. A partire da un adeguato utilizzo della Zona Falcata: un luogo nel quale far coesistere attività industriali, servizi, turismo e cultura. Come imprenditori chiediamo alle pubbliche amministrazioni di costruire un quadro certo di competenze, programmi e regole per garantire una migliore operatività non solo alle imprese già insediate ma anche a quelle interessate ad operare nell’area-.

-Di fatto – puntualizza il presidente di Confindustria Messina- chiediamo l’eliminazione di tutto ciò che frena un adeguato incremento del sistema industriale, portuale e marittimo del nostro territorio. Sviluppo che non può prescindere dalla realizzazione del porto di Tremestieri e dall’ampliamento di quello di Milazzo e dalla costruzione del pontile industriale a Giammoro. Ed è evidente che il completamento delle opere di collegamento già progettate e finanziate deve essere alla base delle scelte coerenti per la crescita futura. Abbiamo un disperato bisogno di attirare tutte le risorse nazionali e comunitarie disponibili, ma per farlo si devono creare condizioni favorevoli per la realizzazione degli investimenti. Diverse nostre aziende hanno vissuto e continuano a vivere sulla propria pelle il risultato della mancanza di scelte e decisioni precise-.

-In più occasioni -aggiunge ancora Blandina- abbiamo sostenuto l’iniziativa del prefetto Alecci per l’attivazione di un tavolo istituzionale per Messina, per uscire dal disagio sociale ed economico che da troppo tempo ci attanaglia, bloccando di fatto una crescita adeguata. Vivere in una città dove il Comune è stato commissariato due volte in 4 anni mentre l’Asi e l’Ente Fiera sono guidati da un commissario rispettivamente da 4 e da 8 anni, dove le aziende pubbliche invece di erogare prestazioni adeguate ai bisogni della collettività sprecano risorse fornendo servizi che non raggiungono neanche lontanamente livelli minimi accettabili, rende difficile (per non dire impossibile) qualunque ipotesi di crescita e di miglioramento. Viviamo in una città -stigmatizza il presidente degli imprenditori messinesi- nella quale si fa coesistere un mercato del commercio ambulante con le attività industriali di una zona come la Zir a vocazione esclusivamente produttiva. Per non parlare dello sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti, vitale per l’esistenza stessa delle nostre imprese, del quale si parla da decenni senza approdare a nulla. Un’altra grande questione è quella della lotta al racket delle estorsioni. Un aspetto quest’ultimo che ci riguarda da vicino, visto che il “no- al racket ed all’usura ha visto protagonisti e promotori di una campagna di sensibilizzazione senza precedenti sull’intero territorio nazionale proprio gli imprenditori siciliani. La forza del “no- affermato senza mezzi termini dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, che si è esposto in prima persona imponendo regole ben precise per chi appartiene alla nostra Associazione, si è formalizzata nell’integrazione del Codice Etico, approvata dalla Giunta a novembre dell’anno scorso, che prevede l’espulsione per chi continua a pagare il pizzo. I gravi avvenimenti e le intimidazioni che hanno riguardato alcuni esponenti delle diverse territoriali, hanno contribuito a rafforzare la nostra consapevolezza nei confronti di un fenomeno che impedisce alla nostre imprese di crescere e di espandersi adeguatamente. La conferma che siamo sulla strada giusta è arrivata non solo dal consenso riscosso in Sicilia da chi come noi è consapevole della portata di questo fenomeno, ma anche dai vertici di Confindustria che ci sono stati accanto in più di un’occasione. Come Confindustria Messina, siamo impegnati in prima linea in questa battaglia-.

-Un anno fa -conclude Blandina- ho chiuso il mio intervento ringraziando i soci di Confindustria Messina per la fiducia ed il consenso accordati al programma ed alla squadra. Oggi, li ringrazio per il sostegno che ci hanno dato in questa prima parte del nostro percorso comune e ribadisco il nostro impegno a continuare a lavorare per lo sviluppo delle nostre imprese ed il rilancio economico e sociale del nostro territorio-.

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