Dura condanna da parte dei rappresentanti sindacali Genovese, Testa e Barresi
“Il vero preoccupante segnale dell’abbandono di Trenitalia in Sicilia è la costante riduzione dell’offerta passeggeri”. La Cisl e la Fit Cisl di Messina accendono i riflettori sull’emergenza trasporti ferroviari in Sicilia dopo l’entrata in vigore del nuovo orario commerciale avvenuto lo scorso 16 giugno. “La verità – affermano il segretario provinciale della Cisl Tonino Genovese, il segretario della Fit messinese Enzo Testa e il responsabile del settore ferrovie della Fit Michele Barresi – è che Trenitalia ha nascosto una reale riduzione dell’offerta. E’ vero che sono stati mantenuti tutti i treni da e per il continente, anche se classificati in maniera diversa nell’orario commerciale, ma è stato operato un taglio sul numero dei vagoni che compongono i treni diretti a Roma e Milano in particolare”.
La Cisl e la Fit Cisl di Messina sottolineano come, a cavallo del periodo estivo e di massima affluenza, siano stati sottratti all’utenza siciliana, in media, oltre 100 posti passeggeri per ciascun convoglio. I treni interessati sono il 1924, 1925, 1938 e 1939 diretti a Roma, dove viene ridotto di 64 posti il servizio delle cuccette notte; i treni 1920 e 1921 diretti a Milano che vengono ridotti di 60 posti ciascuno. A questi bisogna aggiungere la riduzione di almeno una vettura passeggeri con posti a sedere per ogni treno verso tutte le direttrici.
“Scandalosa – continuano – è l’eliminazione del servizio notte sull’Agrigento-Milano. Su questo treno i cittadini messinesi e siciliani dovranno affrontare un viaggio della durata di 18 ore con a disposizione solo posti a sedere! E dal 28 giugno al 2 agosto i cittadini di Agrigento, per l’ennesima interruzione della linea per lavori proprio nel periodo estivo, saranno costretti a utilizzare un pullman da Agrigento a Catania. Sembra ritornare ai tempi delle valigie di cartone e dei viaggi degli emigranti degli anni 50. Le ripercussioni di questa riduzione di vetture in tutti i treni da e per il nord sono di carattere occupazionale per il settore ferroviario e di appalto al servizio accompagnamento notte ma ancora più grave appare il protrarsi della politica di Trenitalia che vuole portare alla disaffezione al prodotto treno dei cittadini siciliani, eliminando ogni politica di marketing, aumentando i costi e i tempi di percorrenza di tutti i treni di oltre un’ora, così da spingere forzatamente gli utenti verso altri vettori di trasporto per giustificare, in un futuro che sembra ormai prossimo, la chiusura del servizio a lunga percorrenza da e per l’isola per scarsa affluenza”.
La Cisl di Messina e la Federazione Trasporti provinciale teme le ripercussioni occupazionali che aggraverebbero ancora di più la situazione del settore navigazione ma anche del comparto viaggiante che trova in Messina l’impianto di riferimento regionale.“Deve essere il Governo siciliano – sostengono Genovese, Testa e Barresi – a porre un freno a questa politica di abbandono di Trenitalia che rischia di diventare irreversibile. Il potenziamento delle dorsali Messina-Palermo e Messina-Siracusa previsto dall’accordo di programma legato al contratto di servizio del trasporto regionale deve rappresentare un rilancio anche per il trasporto a lunga percorrenza e non limitarlo solo al trasporto locale e pendolare visto che l’attuale organizzazione della mobilità della Regione Sicilia non consente ai cittadini di poter fare a meno dell’utilizzo del vettore treno per gli spostamenti a lunga percorrenza”.
