Una denuncia dai toni forti quella a firma di Roberto Laudini, della Rappresentanze sindacale di Base per il pubblico impiego, rispetto alla situazione del prnto soccorso pediatrico del Policlinico di Messina che Laudini definisce da “terzo mondo”. Una riflessione nata sulla scorta di un’esperienza personale, dopo essersi recato nei locali dell’azienda universitaria con il proprio figlio che, malgrado le cure prescritte dal pediatra di fiducia, continuava ad avere febbre alta e mal di testa.
Questa la cronaca dei fatti raccontata da Laudini: «Sono stato costretto dalle circostanze, vedi virus influenzale (A N1/H1 o febbre suina) a recarmi al Policlinico dietro consiglio della Pediatra, per richiedere assistenza. Giunto lì alle 20.00 circa dell’8 novembre 2009 (giorno festivo, Domenica),con moglie e figlio d’anni 10 che, da tre giorni, nonostante fosse seguito a casa dalla pediatra, continuava ad accusare mal di testa, febbre alta (39°), tosse, dolori muscolari, mi ritrovai in una situazione da “ Terzo Mondo”, una fila d’attesa lunghissima; genitori, con bambini d’ogni età, nell’attesa di poter essere visitati dall’unico Medico Pediatrico presente coadiuvato da un infermiere e da due operatori socio sanitari; un androne adibito a sala d’attesa dove i bambini, sofferenti e con diverse patologie, sono costretti a stare a contatto. Mi domando se un ospedale e principalmente un pronto soccorso pediatrico non dovrebbe essere un luogo accogliente, con persone professionalmente preparate, competenti, disponibili,cordiali, per cercare di rendere meno traumatico il momentaneo, si presume soggiorno. Questo forse in altre Città del Nord, non a Messina dove appena presentatomi mi sono sentito dire: ”c’è d’attendere, non lo faccia scendere, lo lasci in macchina (quasi tre ore), meglio non correre rischi”, per non parlare poi se devi essere sottoposto ad altri accertamenti diagnostici, come RX o TAC ECC, nel qual caso vieni accompagnato a piedi da un operatore sociosanitario attraverso i sotterranei anche se hai 40° di febbre perché non c’è un mezzo (Ambulanza) disponibile, e se chiedi di poter usare il tuo mezzo ti senti rispondere: “ non è possibile, il regolamento non lo prevede”, e questo accade sempre, non solo in questo periodo di emergenza .Alla fine, se sei fortunato e ti va bene, dopo un paio d’ore, forse riesci a sapere da quale patologia è affetto tuo figlio, se non deve essere ospedalizzato altrimenti inizia un altro calvario. Ecco, per essere breve questo è quello che accade ogni qual volta ci si reca al pronto soccorso pediatrico».
Una disavventura che, a detta di Laudini, in questi giorni di grande caos legati soprattutto al panico da influenza A può capitare a tanti cittadini che si recano al Policlinico e continua il sindacalista «passando per i reparti è facile sentire il malcontento del personale infermieristico e di supporto. Il Direttore Generale in una conferenza sosteneva che avrebbe garantito il minimo assistenziale in tutte le Unità Operative, ma la realtà è ben diversa» . Luci sempre accese dunque sul Policlinico univeristario: qualche giorno fa, infatti, i rappresentanti sindacali attraverso una nota hanno espresso profondo disappunto rispetto al ritardo nella nomina del direttore sanitario dell’azienda.
