Mettiamo l’accento su “costruiremo nuovi quartieri” e “nomino Lombardo e vice Buzzanca”
E chi poteva aspettarsi che i poveri giornalisti fossero impediti, quasi mutilati delle loro domande alla tanto attesa conferenza stampa di Berlusconi (più prudentemente ribattezzata -punto stampa-). Certamente nessuno di quelli che da ieri avevano il taccuino pronto ad attaccare, stimolare, accusare, ma non certo tacere. Tralasciando il mancato rispetto dei Presidenti nostri governanti, su due punti vorremmo focalizzare l’attenzione.
Cominciamo dal più importante anche se c’è da premettere che un collegamento col secondo non può mancare.
Si è parlato del modello L’Aquila, ma qui non siamo in Abruzzo dove tra le montagne dell’appenino qualche ampio spazio dove costruire è stato trovato. A tal proposito i centodieci giorni di cui parla Berlusconi sono serviti per ospitare meno del 30% dei terremotati, quelli di Onna, quando altre cittadine ancora protestano perché dimenticati nelle tende e li staranno ad affrontare il freddo inverno che li aspetta.
Messina è altra cosa, già qui si è esagerato nel costruire e non esiste nel territorio comunale un’ampia zona “che sia sicura” dove poter impiantare il nuovo quartiere con abitazioni confortanti e ampi centri commerciali. In politica non si usa, si preferisce tacere quando ci sono i superiori, ma forse il Sindaco Buzzanca che si becca il complimento di alta capacità operativa poteva anche intervenire dicendo che la “sua città” è una banana che si espande in lunghezza tra monti e mare. Poteva dire che qui da vent’anni si costruisce sulla sabbia, ma non quella del mare, ma quella delle colline; poteva dire che non c’è spazio, non c’è luogo dove poter applicare il modello Abruzzese. Qui nel territorio comunale non si può, e non credo che i poveri abitanti di Giampilieri, Molino, Briga, Altolia vogliano andare a abitare tra Pace del Mela e Falcone dove, diciamo subito, sempre di colline di sabbia si tratta tra vallate più ampie ma sempre utilizzate dalla natura come sfogo per le pioggie.
Non vorremo che magari questo nuovo quartiere venga realizzato a Santo Stefano, a Zafferia, a Larderia, a Cumia, Bordonaro o Pace; eppure forse quegli ampi torrenti sono troppo invitanti per non prenderli in considerazione. Speriamo di sbagliarci ma puntualizzare che Messina è in apnea edilizia era il minimo che un grande esperto operativo poteva dire. Ma immedesimandoci, forse neanche noi saremmo intervenuti perché la -zappa nei piedi fa male- e non era certo una intelligente mossa politica da fare. Siamo nei guai e se non si comprende subito che qui non è l’appennino cominciamo male, Signori commissari.
Approposito di commissari, andiamo al secondo punto che, come scrive il collega Antonclaudio Pepe in altro articolo, netto è il cortocircuito istituzionale. Il Ministro Prestigiacomo sottolineva giorni fa gli errori e la poca attenzione prestata al territorio. Se gli interventi non furono compiuti dopo il 2007, era anche colpa della Regione e della polverizzazione delle risorse ha detto; e alla domanda se fosse colpa della politica il suo sincero SI la dice tutta, e per questo è inutile aggiungere altro. Ci limitiamo con fiducia e rispetto nell’operato altrui a un “ci salvi chi può”.
