E' il primo risultato dell'esame eseguito sul corpo dell'operaio 17enne morto a Gaggi. Se ne saprà di più dopo la perizia tecnica nel cantiere
Morte per folgorazione. Tre parole per confermare che Gabriele Caprino ad appena 17 anni è morto in un cantiere edile di Gaggi stroncato da una scarica elettrica. E’ il primo risultato dell’autopsia eseguita stamattina all’obitorio del Policlinico dal medico legale Caterina Fabiano, su disposizione del sostituto procuratore Adriana Sciglio.
L’esito definitivo dell’esame autoptico si conoscerà solo fra tre mesi quando la dottoressa Fabiano consegnerà al magistrato i risultati delle analisi sui tessuti e sul sangue del ragazzo. Ma, soprattutto, sarà possibile accertare le responsabilità dell’incidente sul lavoro a conclusione della perizia tecnica che il sostituto procuratore ha affidato all’ingegner Santi Mangano. Il perito dovrà esaminare minuziosamente il cantiere di via Berlinguer dove il 17enne stava lavorando, insieme con il padre (titolare dell’impresa), alla pavimentazione di una piscina in una villetta. Gabriele Caprino, finita la scuola, era solito aiutare il genitore nell’impresa di famiglia e così stava facendo anche giovedì scorso. Ora l’ingegner Mangano dovrà stabilire se nel cantiere venivano rispettate tutte le norme di sicurezza, cioè se gli impianti erano perfettamente a norma e se gli attrezzi erano funzionanti. Gabriele Caprino, infatti, sarebbe stato ucciso dalla scarica elettrica subito dopo aver preso in mano un flex. Solo al termine di questi accertamenti il magistrato potrà iscrivere i responsabili sul registro degli indagati. Al momento il fascicolo è ancora aperto “contro ignoti” con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.
