E’ stato fissato al prossimo 13 ottobre davanti al Tribunale di Patti l’avvio del processo per Salvatore Giglia e Giuseppe Letizia, titolare della Saetta autoespurghi, accusati di aver fatto pressioni su un concorrente per estrometterlo da alcuni appalti pubblici sui nebrodi.
Il Gup Daria Orlando, su richiesta del pm della DDA Fabio D’Anna, ha rinviato a giudizio i due per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
L’inchiesta nasce dalle denunce di Sarino Galipò, titolare della Saetta Autoespurghi, che ha raccontato delle pressioni subite da Giglia, vicino al clan dei tortoriciani, per favorire la Saetta autoespurghi di Letizia. L’operazione mirava ad estromettere l’impresa di Galipò da un appalto del 2002 del Comune di Brolo per la manutenzione e la pulizia delle condotte del comune. Ammontare dell’appalto circa 20 mila euro.
Giglia e Letizia sono stati difesi dagli avvocati Carmelo Occhiuto, Carlo Autru e Alessandra Ioppolo. Galipò era assistito dall’avvocato Decimo Lo Presti.
