Tutti assolti perché il fatto non sussiste. E’ la conclusione del processo a carico di sette tortoriciani che dovevano rispondere di tentata estorsione ai danni di un imprenditore edile catanese.
I giudici del Tribunale di Patti hanno assolto Emanuele Antonino Faranda, 29anni, Giuseppe Foti, 43, Salvatore Cantali, 29 anni Emilio Trusso Alò, 33 anni, Gaetano Basile Gigante 32, Sebastiano Rubino, 66 anni e Santo Coma, 29 anni
La condanna di tutti gli imputati a 3 anni di reclusione era stata chiesta dal pm Guglielmo Valenti.
La vicenda risale al 2001 quando l’imprenditore Silvestro Trovato presentò una denuncia ai Carabinieri. Raccontò che i sette tortoriciani si era presentati nel cantiere in cui l’impresa catanese doveva eseguire la posa di cavi per conto dell’Enel. Per l’esattezza per la realizzazione della linea aerea tra i comuni di Galati Mamertino e Longi. Gli chiesero di essere assunti nel cantiere ma Trovato li allontanò. Qualche giorno dopo furono incendiati alcuni cavi e fu rubato un escavatore. Secondo il racconto dell’imprenditore, Trusso Alò e Rubino lo avvicinarono chiedendogli del denaro per la restituzione dell’escavatore. A questo punto Trovato denunciò tutto ai Carabinieri. Qualche giorno dopo furono arrestati Rubino e Coma mentre gli altri cinque tortoriciani furono denunciati a piede libero.
