Famiglia di nomadi siracusana arrestata per le truffe degli specchietti retrovisori

Famiglia di nomadi siracusana arrestata per le truffe degli specchietti retrovisori

Famiglia di nomadi siracusana arrestata per le truffe degli specchietti retrovisori

lunedì 14 Settembre 2009 - 12:06

Raggiravano ingenui automobilisti con la truffa degli specchietti retrovisori. E se diversi di loro ci sono cascati qualcuno ha sentito puzza di bruciato ed ha avvertito le forze dell’ordine. Nel giro di poche ore Polizia e Carabinieri arrestato padre e due figli. Si tratta di Francesco Fiaschè, 43 anni e dei figli Gaetano e Giovanni di 18 e 22 anni, tutti residenti a Noto.

Appartengono ad una famiglia di nomadi che si sposta soprattutto nel sud Italia e che da qualche mese si è stabilita nella zona nord di Messina.

Ieri hanno deciso di mettere a segno una serie di colpi nei villaggi rivieraschi della zona.

Francesco Fiaschè ed il figlio Gaetano sono stati i primi. Dopo aver parcheggiato la loro Fiat Bravo in una stretta stradina di Rodia hanno atteso l’arrivo della vittima. Quando è transitata un’utilitaria, condotta da un uomo di 61 anni, sono entrati in azione. Hanno inseguito l’autovettura e l’hanno bloccata. Quindi hanno mostrato all’uomo uno specchietto retrovisore che loro stessi avevano rotto con un colpo di bastone, sostenendo che era stata l’utilitaria a danneggiarlo. I due hanno chiesto 50 euro di risarcimento ma il 61enne per tuta risposta ha chiamato il 113. L’equipaggio di una Volante ha bloccato la Fiat Bravo a Mortelle e condotto i due Fiaschè alla caserma Zuccarello. In auto hanno trovato il bastone di legno, mentre addosso al padre sono stati scoperti e sequestrati 505 euro, ritenuti provento di altre truffe. I due sono stati arrestati per tentata truffa, resistenza a pubblico ufficiale e porto di coltello di genere vietato. Contemporaneamente i Carabinieri comunicavano che alla stazione di Villafranca Tirrena un uomo aveva denunciato di aver subito una truffa identica. Si trattava di 62enne che si trovava ad Orto Liuzzo a bordo della sua Bmw 320. Identiche le modalità della truffa e l’uomo era stato costretto a consegnare 100 euro ad un ragazzo con una vistosa cicatrice sul labbro. Per Polizia e Carabinieri non è stato difficile risalire all’autore del colpo. Fra i familiari dei Fiaschè in attesa alla Zuccarello c’era anche un giovane con una cicatrice sul labbro, o meglio con il labbro leporino. E’ stata la vittima della truffa a riconoscerlo come il giovane che qualche ora prima gli aveva portato via cento euro. Per Giovanni Fiaschè è scattato l’arresto con l’accusa di truffa.

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