Il ragazzo resterà sotto osservazione per almeno tre settimane: non centrato il polmone ma l’extrapleura. Il colpo ha causato la rottura della scapola destra e di due costole. Inizialmente nessuno aveva compreso cosa fosse accaduto. Oggi la reazione: «Non è certo per qualche balordo che la popolazione di Giostra deve privarsi di festeggiare l’arrivo del nuovo anno»
Un istante che stava per trasformarsi in tragedia. Proprio il primo giorno dell’anno, i primi istanti del 2011. E’ quanto accaduto ad un sedicenne di Giostra, centrato da un proiettile mentre si trovava in balcone a festeggiare l’arrivo del nuovo anno con i parenti e una fiaccola in mano. Una situazione “anomala”: il ragazzo avverte un po’ di dolore, lo comunica ai suoi cari ma la mancata fuoriuscita di sangue non fa scattare immediatamente l’allarme. Il crescendo della sofferenza fa automaticamente salire la preoccupazione, così si decide per il trasporto in ospedale, al Papardo.
I medici dopo una serie di accertamenti lo sottopongono a radiografia, chiedendo ai genitori se il sedicenne avesse mai subito qualche altro intervento. Ad attirare l’attenzione dei medici una “placca”, poi in realtà identificata nel proiettile che ha ferito il giovane. Un colpo partito da una pistola “anonima”, del quale il ragazzo non si è nemmeno accorto. «Nessuno di noi ha capito cosa fosse successo – raccontano i familiari -. Inizialmente pensavamo addirittura si fosse bruciato con una fiaccola. Negli ultimi giorni lamentava dei dolori alla schiena. Pensavamo che il bruciore potesse essere collegato a qualche trauma, a qualche movimento. Neanche i dottori avevano subito individuato il problema, anche per perché non c’era una goccia di sangue e la maglietta era sporca solo internamente, ma molto poco».
Adesso il ragazzo è fuori pericolo. Il proiettile non ha centrato il polmone, colpendo l’extrapleura, causando la rottura della scapola destra e di due costole a seguito dell’impatto con il corpo. Un colpo non diretto, che ha ferito il sedicenne nella fase discendente della parabola. Dopo l’intervento subito dovrà restare in ospedale, sotto osservazione per circa tre settimane. «E’ sempre rimasto vigile – proseguono i familiari -, ha continuato a fare domande su quanto stavano facendo i medici anche durante l’intervento, effettuato in anestesia locale». Ciò nonostante, è stata tanta la paura dopo i primi momenti di inconsapevolezza. Un episodio spiacevole, figlio della brutta usanza di sparare con le pistole a capodanno senza comprendere i rischi che da ciò possono derivare: a Messina, in Sicilia, al Sud, come nel resto d’Italia. Ecco perché i parenti del ragazzino ci tengono a sottolineare quanto segue: «Non è certo per qualche balordo che il resto della popolazione di Giostra deve privarsi di festeggiare l’arrivo del nuovo anno come tutti gli altri – sottolineano -. Condanniamo chi ha sparato, ma anche chi ha fatto di tutta l’erba un fascio. Anche perché in episodi del genere c’è poco da fare ironia: accendere una fiaccola non equivale a sparare con le pistole». Il riferimento è a qualche commento giudicato un po’ troppo “insensibile e fuori luogo” da parte di alcuni mezzi di informazione. L’importante è che comunque non sia accaduto niente di particolarmente grave, pur se la tragedia è stata davvero ad un passo dal concretizzarsi. (E.Rigano)
