Lo Forte: -Fatti gravi che hanno messo a rischio l'incolumità dei cittadini-

Lo Forte: -Fatti gravi che hanno messo a rischio l’incolumità dei cittadini-

Lo Forte: -Fatti gravi che hanno messo a rischio l’incolumità dei cittadini-

lunedì 22 Giugno 2009 - 14:16

“Non sono solito partecipare a conferenze stampa quando non sono contestati reati di mafia ma contro la pubblica amministrazione. Questa volta però ho voluto fare un’eccezione per la gravità dei fatti contestati”. La premessa la dice lunga sulla considerazione che il Procuratore capo, Guido Lo Forte, attribuisce agli arresti della Squadra Mobile. Un’inchiesta che sente sua anche perché è stato proprio Lo Forte all’indomani del suo insediamento, nel settembre scorso, a rendersi conto della gravità della situazione e ad imprimere una svolta all’inchiesta sui lavori alla rampa d’accesso dello svincolo di Boccetta: “Quando m’insediai appresi di questa situazione –ha spiegato Lo Forte- e non mi spiegai come sia stato possibile arrivare ad una situazione del genere. Decisi, quindi, di andare fino in fondo anche se già qualche mese prima la Polizia Municipale aveva sequestrato l’accesso al cantiere. Così si è arrivati alla chiusura dello svincolo ed ora agli arresti perché anche il gip si è reso conto della validità delle nostre tesi e le ha accolte interamente anche se noi avevamo chiesto la custodia cautelare in carcere”.

Lei attribuisce una duplice gravità alla vicenda del Boccetta

“Certo, non è stato consumato un semplice illecito contro la pubblica amministrazione. Chiaramente l’opera era stata danneggiata e compromessa, sacrificandola al servizio di interessi privati. Ma c’è un aspetto ancora più grave. Nei piani della Protezione civile il viadotto Boccetta è considerato l’unico elemento di fuga in caso di evento sismico rilevante. Se la rampa fosse crollata si sarebbe bloccata ogni possibilità di fuga con tutte le conseguenze immaginabili. E tutto questo solo per creare una nuova via d’accesso ad un complesso edilizio residenziale”.

Da qui l’accelerazione delle indagini subito dopo il sequestro della rampa?

“Certamente, bisogna restituire lo svincolo alla città, soprattutto per ragioni di sicurezza. Le indagini della Squadra e della Polizia Municipale hanno consentito di far emergere pesanti responsabilità a carico delle persone che oggi sono state arrestate. Ma questo lo conferma anche il perito della Procura, il professor Siviero, un veneziano che ha parlato di perizie clamorosamente false. Mi riferisco a quelle dei consulenti privati dell’impresa che sta svolgendo i lavori. Perizie che, unite alla condotta del dirigente della Provincia, Sidoti Pinto, hanno indotto in errore chi doveva concedere le autorizzazioni per effettuare i lavori. Io non sono un operaio, non ho competenze specifiche che mi piacerebbe avere ma sia il nostro perito che il gip affermano che qualsiasi professionista esperto si sarebbe reso conto che quei lavori avrebbero creato un grave pericolo per la stabilità del pilone autostradale”.

Le indagini procedono, l’inchiesta è ancora aperta ed altre persone potrebbero finire sul registro degli indagati

“Guardi, parlo solo di ciò che è oggetto dell’indagine odierna. Posso solo rispondere a domande che riguardano l’ordinanza del gip che ha portato agli arresti di oggi. Su tutto il resto c’è il segreto dovuto alle indagini in corso.

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