La Fp Cgil contro Messinambiente: «metodi e condizioni di lavoro da terzo mondo»

La Fp Cgil contro Messinambiente: «metodi e condizioni di lavoro da terzo mondo»

La Fp Cgil contro Messinambiente: «metodi e condizioni di lavoro da terzo mondo»

lunedì 10 Agosto 2009 - 09:53

Piena insoddisfazione della F.P. CGIL, emersa nel corso dell’attivo che si è tenuto presso la Camera del Lavoro di Messina, per quanto riguarda la situazione dei lavoratori di Messinambiente.

Sentimento che nasce sopratutto in merito alle ultime esternazioni rese dall’Amministratore unico della società alle televisioni locali.

«I lavoratori della Messiambiente negli ultimi periodi nonostante tutto hanno dimostrato- dichiara Carmelo Pino responsabile del settore per la F.P. CGIL- grande senso “di responsabilità “e “bontà” esclusivamente nei confronti della cittadinanza. Ma ormai la misura è colma non si pagano supermercato e bollette distribuendo dosi di bontà e pazienza! Non accetteremo ulteriori ritardi nei pagamenti degli retribuzioni. Cosa accadrà nei prossimi mesi nel caso in cui il governo “amico”del Sindaco Buzzanca non dovesse risanare i debiti della Società Messiambiente? Non escludiamo nei prossimi giorni manifestazioni di protesta».

D’accordo con il collega è Clara Crocè, segretario generale della F.P. CGIL: «Ancora una volta gli effetti causati dall’insipienza e dall’incapacità della classe politica e della dirigenza di questa città vengono scaricati sui lavoratori. Senza risorse Messiambiente non solo non riuscirà a garantire le spettanze ai lavoratori ma non potrà nemmeno programmare la propria attività. L’Amministratore unico naviga a vista con gravi conseguenze sul servizio».

Quello che la Cgil recrimina è l’assenza di un piano industriale che non consente di poter avviare sistemi di raccolta differenziata, il ricorso a tecnologie avanzate, la manutenzione e l’ammodernamento del parco mezzi. In queste condizioni i lavoratori non sono in grado di poter garantire un servizio efficiente alla collettività.

Altra situazione denunciata è quella relativa alle gravi violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e delle normative vigenti in materia.

«Abbiamo verificato – dichiarano Carmelo Pino e Clara Crocè – le pessime condizioni in cui sono costretti ad operare i lavoratori: mancanza di dispositivi di protezione individuali, automezzi obsoleti che mettono a rischio l’incolumità dei lavoratori. Turni irregolari , alcuni lavoratori hanno superato 100 ore mensili di lavoro straordinario.I lavoratori operano in dei locali con condizioni igienico sanitarie da terzo mondo!

Si è voluto far credere ai cittadini messinesi attraverso l’operazione mediatica dei licenziamenti spot-continua Clara Crocè- che i guasti e le inefficienze dei servizi resi dalla Messiambiente potessero essere risolti con i licenziamenti dei lavoratori! L’Amministratore Unico ha fatto credere di voler fare pulizia ma non ha fatto altro che nascondere la polvere sotto il tappeto, tanto è vero che il Giudice unico del Lavoro , per sette dei diciotto lavoratori licenziati, ha già dichiarato l’illegittimità dei licenziamenti e ha condannato la società Messiambiente al risarcimento dei danni causati per gli illegittimi licenziamenti , e al pagamento degli interessi legali e la rivalutazione monetaria».

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