Francavilla. Disabile costretta prostituirsi dai familiari. 4 condanne

Francavilla. Disabile costretta prostituirsi dai familiari. 4 condanne

Francavilla. Disabile costretta prostituirsi dai familiari. 4 condanne

giovedì 18 Ottobre 2007 - 19:11

4 condanne da 7 a 2 anni. E’ questa la sentenza emessa a tarda sera dai giudici della Prima sezione penale del Tribunale (presidente Attilio Faranda), sulla brutta storia di violenza alla giovane disabile di Francavilla, costretta dalla famiglia a prostituirsi.

Il dettaglio: 7 anni per M.V, 39 anni, 5 anni per G.P., 59 anni, 6 anni per A.D.M., 49, dei quali 3 condonati e scarcerazione immediata. 2 anni (pena condonata) per S.V, 29 anni. Il pubblico ministero aveva chiesto condanne leggermente più alte, da 11 a 4 anni.

I quattro erano stati arrestati il 24 giugno dello scorso anno. La ragazza, che ha 21 anni, è stata sottratta alla sua famiglia ed è in una comunità protetta. La madre, il coniuge, il compagno della madre ed un altro uomo di Taormina erano accusati, a vario titolo, di sfruttamento della prostituzione ed abusi.

A fare venire a galla tutto sono state le tanto vituperate -voci di paese-. Da tempo nel piccolo centro circolava la voce che la ragazza venisse concessa a pagamento dai familiari, che la offrivano a domicilio ai clienti ed incassavano, picchiandola quando la giovane dava segni di ritrosìa. Alla fine i militari dell’Arma hanno deciso di andare a fondo ed hanno svelato tutto, scoprendo anche che il coniuge aveva abusato della vittima. Le indagini, condotte dalla locale stazione dei carabinieri, allora diretta dal maresciallo Nicola Santamaria, hanno portato all’emissione di 4 odinanze custodiali, siglate dal Gip Antonino Genovese nel giugno 2006. Davanti allo stesso Giudice, nel luglio successivo, si è poi svolto l’incidente probatorio nel corso del quale una perizia psichiatrica ha accertato l’incapacità d’intendere e di volere della vittia. Il 14 dicembre dello scrorso anno, il Gup Maria Eugenia Grimaldi aveva poi rinviato tutti a giudizio: cioè madre, convivente della genitrice, marito della vittima ed un quarto uomo.

Nel processo sono stati gli avvocati Rosario Trimarchi, Antonio Bongiorno, Rosario Polizzi e Alessandro Vaccaro.

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