Il Governo si sbilancia: i cantieri del Ponte aperti tra cinque mesi

Il Governo si sbilancia: i cantieri del Ponte aperti tra cinque mesi

Il Governo si sbilancia: i cantieri del Ponte aperti tra cinque mesi

lunedì 27 Luglio 2009 - 13:37

Mentre all'interno della maggioranza impazza la nuova 'questione meridionale', il commissario straordinario al Ponte, Pietro Ciucci, annuncia che tra cinque mesi apriranno i primi cantieri della grande opera dello Stretto

La tormentata storia del Ponte sullo Stretto ha vissuto, soprattutto negli ultimi dieci anni, di annunci e promesse. Mai, però, un governo s’era esposto in modo così estremo: «tra cinque mesi apriremo i cantieri», ha dichiarato Pietro Ciucci.

Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina e commissario speciale incaricato del governo alla realizzazione della grande opera dello Stretto, ha partecipato stamattina come presidente dell’Anas all’inaugurazione del cantiere della terza corsia dell’autostrada Milano-Como ed è intervenuto sul dibattito in merito alla ‘questione meridionale’ che in questi giorni sta ‘disturbando’ la quiete estiva del governo e del Pdl.

Ciucci ha spiegato che «a gennaio 2010 saranno avviati i primi lavori autostradali in Sicilia e in Calabria», con chiaro riferimento alle principali arterie di collegamento per i cantieri del Ponte precisando che la prima fase di attività riguarderà i collegamenti a terra, che valgono un terzo dei lavori complessivi necessari per la costruzione del ponte.

Intanto «aggiusteremo i contratti firmati nel 2006, che hanno bisogno di quache modifica visto il brusco stop imposto dal governo Prodi che ha considerato il Ponte come un malato terminale, lasciandolo in coma farmacologico per due anni. Abbiamo intenzione di ritoccare quanto basta i contratti in modo da avviare rapidamente i lavori. Avrò 60 giorni di tempo per portare a termine le modifiche necessarie affinchè i contratti, stipulati nel 2006 e tuttora validi, possano diventare operativi».

Ciucci ha detto che la sua nomina a commissario straordinario «serve proprio per accelerare la scadenza dei lavori» e ha aggiunto che l’opera «costerà 6 mld di euro e secondo le nostre previsioni, il 31 dicembre 2016 sarà completata. Il 1° gennaio 2017 potremo aprirla al traffico: è un traguardo impegnativo ma possibile con il massimo impegno e il supporto garantito del governo».

Venerdì scorso anche i ministri del Tesoro e delle Infrastrutture Giulio Tremonti e Altero Matteoli avevano commentato la norma del decreto fiscale che prevede la nomina di commissari per velocizzare la costruzione delle grandi opere ribadendo che il ponte sarà costruito nei tempi prestabiliti, con la conclusione dei lavori prevista per il 2016.

Intanto domani mattina sarà inaugurato il primo tratto dell’autostrada Catania-Siracusa: alla manifestazione saranno presenti i ministri alle Infrastrutture e all’Ambiente, Altero Matteoli e Stefania Prestigiacomo e, ancora, Pietro Ciucci in qualità di presidente dell’Anas.

Da domani saranno accessibili al traffico veicolare i primi 12 chilometri dell’autostrada, dallo svincolo della tangenziale di Catania, sino a Lentini. L’intero asse viario e’ lungo 24 chilometri e collega Catania con lo svincolo della statale 114, all’altezza di Augusta, laddove la strada statale ha una buona fluidita’ di percorrenza grazie alle quattro corsie. I lavori dell’autostrada sono iniziati a marzo del 2005. La seconda sezione di autostrada verra’ consegnata entro la fine dell’anno.

Continua a impazzare, però, all’interno della maggioranza e del governo, il problema della nuova ‘questione meridionale’ posto da Raffaele Lombardo, Raffaele Fitto e Gianfranco Miccichè, che rimproverano al governo una cattiva gestione dei fondi Fas (fondi per le aree sottoutilizzate).

Il Presidente del Consiglio, però, stufo di leggere consigli, avvertimenti e ultimatum, ha detto ‘basta’ spiegando che «questo governo non ha mai trascurato i problemi del Sud. Mi sembra che abbiamo fatto molto, anzi moltissimo, per Napoli e per la Campania, per l’Aquila e per l’Abruzzo, per Catania, per Palermo, che non sono certo aree del Nord. Sono state anche stanziate somme rilevanti per numerose infrastrutture e avrò il piacere di inaugurare diversi cantieri da qui alla fine dell’anno».

Miccichè aveva accusato il Ministro dell’Economia e delle Finanze: «sotto il vestito del Pdl, Tremonti indossa la camicia verde dei padani» e ancora: «i fondi Fas sono stati utilizzati da Tremonti come un bancomat per le esigenze del Nord».

La risposta del Ministero non si è fatta attendere, supportata, a suo dire, da numeri e fatti: la finanziaria ha destinato l’85% del ‘tesoretto’ Fas alle Regioni del sud, e la Lega Nord ha risposto per bocca di Calderoli: «altro che neo-federalisti del Sud, quelli a cui assistiamo in questi giorni non sono altro che i rigurgiti del centralismo e dell’assistenzialismo. È chiaro che se la richiesta che sale dal Sud va verso vecchie forme di assistenzialismo, noi non siamo disposti a scucire neppure un euro».

Berlusconi ha proseguito sulla stessa lunghezza d’onda: «consapevoli che i sistemi amministrativi del passato hanno dato luogo a troppe inefficienze e a troppi sperperi, abbiamo richiesto e atteso garanzie dalle regioni circa l’utilizzo dei Fondi per le aree sottoutilizzate in infrastrutture anziché in spese correnti. Presto trasferiremo alle stesse regioni i suddetti fondi; inserendoli nel Quadro strategico nazionale che è nel nostro programma elettorale, in coerenza con l’Europa».

Anche il Ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli, in un’intervista esclusiva rilasciata a ‘Il Messaggero’ ha dichiarato che «bastano i fatti per contestare queste affermazioni. Mi permetto di dire che il Sud non è solo la Sicilia e che non si puo’ ridurre tutto al ponte sullo Stretto. E’ la prima volta che vengono stanziati fondi per le ferrovie del Sud, per cui sono già disponibili 904 milioni di euro. Ed è stata finanziata la statale 106 ionica, nonchè la Caltanissetta-Agrigento. Anche la Salerno-Reggio Calabria è stata quasi tutta rifinanziata con 1,6 miliardi di euro».

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