Immigrazione clandestina. Fino a 12mila euro per avviare un pratica di lavoro inesistente

Immigrazione clandestina. Fino a 12mila euro per avviare un pratica di lavoro inesistente

Immigrazione clandestina. Fino a 12mila euro per avviare un pratica di lavoro inesistente

giovedì 10 Febbraio 2011 - 12:38

Tre le persone arrestate nell'ambito dell'operazione -Action Mirage- condotta dal Commissariato di Polizia di Taormina

Pagavano dai 6 ai 12mila euro nella speranza che una volta arrivati in Italia avrebbero trovato un posto di lavoro. Peccato che il sogno di una terra promessa svaniva appena atterrati. Sono almeno 12 i cittadini del Bangladesh che dopo aver sborsato una somma di denaro realmente esosa per le loro possibilità scoprivano di essere stati vittima di un raggiro e che la pratica di lavoro era inesistente. Le indagini del commissariato di Taormina, guidato dal vice questore Renato Panvino, sono scattate nel 2008, dopo un normale controllo amministrativo nei confronti di un cittadino del Bangladesh in attesa di rilascio del permesso di soggiorno come lavoratore domestico.

Lo straniero ha raccontato alla Polizia che, giunto in Italia, aveva firmato una serie di documenti relativi a un contratto con un datore di lavoro, a lui sconosciuto. Le successive indagini hanno permesso di scoprire che era da addebitare unicamente al datore di lavoro la responsabilità per l’ingresso del cittadino straniero in Italia. Le manette sono così scattate ai polsi di Angelo Oliveri, 63 anni di Giardini Naxos e Maria Carnabuci, 68 anni di Taormina, rivelatisi entrambi finti datori di lavoro. Ai due sono stati concessi i domiciliari e sono accusati di contraffazione di documenti necessari a determinare il rilascio del permesso di soggiorno, truffa e simulazione di reato. È invece stato arrestato per associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina, contraffazione di documenti necessari a determinare il rilascio del permesso di soggiorno, il trentaduenne del Bangladesh Zakir Mohammad. Secondo gli investigatori proprio lui con la complicità di un connazionale, aveva messo in piedi il sistema per frodare altri cittadini del Bangladesh. Del denaro sborsato per ottenere il permesso di soggiorno, 2mila euro andavano a Zakir il resto ai finti datori di lavoro.

(in photogallery la foto dell’altro arrestato)

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