Tutti gli imputati saranno processati il 18 maggio dalla Seconda Sezione Penale del Tribunale. Secondo l'accusa l'ex presidente del consiglio comunale, Umberto Bonanno, fu favorito nell'aggiudicazione del concorso
Il Gup Maria Teresa Arena ha rinviato a giudizio tutti gli indagati dell’inchiesta sul concorso all’Istituto di Medicina del lavoro del Policlinico del novembre 2005. Un concorso che doveva essere vinto, secondo l’accusa, dall’ex presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno. Dovranno comparire il 18 maggio prossimo, davanti ai giudici della Seconda Sezione Penale, per rispondere di abuso d’ufficio, falso e truffa (contestate a vario titolo) il rettore dell’Università di Messina, Franco Tomasello, la moglie Melitta Grasso, Il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, l’ex presidente del consiglio comunale, Umberto Bonanno, l’ex direttore sanitario del Policlinico, Giovanni Materia, il docente di Medicina del Lavoro, Carmelo Abbate, il medico del lavoro, Concetto Giorgianni e la ricercatrice Giovanna Spatari. Stamani il PM Anglo Cavallo aveva ribadito le richieste di rinvio a giudizio prima degli interventi conclusivi dei difensori. Le indagini presero il via da alcune conversazioni intercettate dalla Squadra Mobile nel corso di un’altra inchiesta eccellente, quella denominata “Oro Grigio” sulla speculazione edilizia al Torrente Trapani e che vede coinvolto lo stesso Bonanno.
“Bisogna fare tutto il possibile perché Umberto vinca il concorso perchè merita di tornare a far parte della nostra famiglia”. Umberto è Umberto Bonanno, l’ex presidente del consiglio comunale di Messina e uomo di Nanni Ricevuto, all’epoca vice ministro dell’Università, e dunque persona molto influente. A parlare era Melitta Grasso, la moglie del Rettore, Franco Tomasello, in una delle tante telefonate intercettate dalla Squadra Mobile. In una serie di conversazioni veniva garantito a Bonanno che avrebbe vinto un concorso per medico del lavoro al Policlinico, con contratto per un anno rinnovabile per poco più di 2500 euro al mese. E, infatti, Bonanno si classificò al terzo posto sui tre disponibili ma fu assegnato alla direzione sanitaria. Ufficio all’epoca, siamo nel 2006, retto da Giovanni Materia lo stesso che presiedeva la commissione del concorso incriminato.
In una conversazione telefonica Bonanno, fra l’altro, spiegava di non sapere fare il medico del lavoro ma che aveva bisogno di un posto che gli consentisse di avere tempo libero per poter continuare a svolgere la sua attività politica. Del tutto ignaro di essere ascoltato dagli uomini della Squadra Mobile Bonanno, conversando al telefono o sulla sua auto sulla quale era stata piazzata una cimice, parlò più volte del concorso al quale ambiva in maniera spasmodica. E più volte si rivolse alla moglie del Rettore, Melitta Grasso, perché temeva di non farcela. Secondo quanto emerso da altre intercettazioni addirittura Bonanno consegnò a Materia una lista di componenti della commissione di suo gradimento. E nel giugno 2006, in una discussione con dei suoi familiari, Bonanno rivelò che il professor Abbate e Materia la sera prima del concorso gli avrebbero rivelato le domande che gli sarebbero state rivolte. E così nel dicembre dello stesso anno il concorso si tenne regolarmente e su 18 candidati Bonanno giunse terzo in graduatoria ed ottenne il posto. Il 21 dicembre fu stipulato il contratto fra l’Azienda Ospedaliera Policlinico ed Umberto Bonanno. Un vero e proprio “regalo di Natale” come lo aveva definito in una telefonata la moglie del Rettore.
Per questa vicenda il Rettore Franco Tomasello, che ha sempre negato ogni addebito, è stato sospeso dalle funzioni per due mesi dal gip Mariangela Nastasi. La seconda sospensione per Tomasello, nel giro di poco più di un anno, dopo quella incassata per il concorso a Veterinaria in cui sarebbe stato favorito il figlio dell’ex preside della stessa facoltà, Battesimo Macrì
