Fissata per il 2 luglio l'udienza davanti al Tribunale della Libertà
Ieri si sono difesi respingendo tutte le accuse e ribadendo la legittimità del loro operato. Oggi il gip Luana Lino ha confermato per tutti e tre gli arresti domiciliari. Non è bastato per tornare in libertà dimostrare la validità delle loro perizie in merito al passo carrabile che ha messo a rischio la stabilità della rampa di Boccetta al direttore dei lavori e progettista, Giuseppe Termini, al direttore dell’Osservatorio Sismologico dell’Università di Messina, Antonio Teramo, ed al dirigente della Provincia e responsabile della procedura amministrativa, Benedetto Sidoti Pinto.
Il gip li ha sentiti ieri ed ha rivolto una lunga serie di domande relative ad alcuni passaggi delle perizie che definiscono ininfluenti i blocchi di cemento rimossi dal pilone sulla stabilità del pilone. In caso di evento sismico, a loro dire, non sarebbe accaduto nulla alla rampa autostradale di Boccetta. Anzi hanno aggiunto che il perito della Procura, il professor Enzo Siviero, nelle sue valutazioni è stato tratto in inganno dalle misure del pilastro fornite dai tecnici del CAS.
Spiegazioni che non hanno convinto il gip che ha deciso di lasciarli ai domiciliari. Intanto i legali dei tre arrestati per falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici hanno presentato ricorso al Tdl. L’udienza, per la discussione è stata fissata al 2 luglio.
