Esasperazione crescente fra gli operatori della giustizia per un sistema quasi al collasso. Ancora una lettera inviata al Ministro Alfano dal presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina Francesco Marullo di Condojanni, che annuncia: “Questa volta siamo pronti a farci sentire”
Magistrati insufficienti rispetto al carico di lavoro, mancata copertura dei posti in organico, mancata assegnazione di nuovi giudici, sopravvenienza dei giudici, esistenza di un imponente arretrato: queste le principali motivazioni che rischiano di portare al collasso il sistema giudiziario messinese. Un elenco -pesante-, contenuto nella lettera che il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina, Francesco Marullo di Condojanni, appoggiato dall’intero mondo giudiziario, ha inviato al Ministro della Giustizia Angelino Alfano, che nonostante le “promesse” fatte durante l’ultima visita nello Stretto, il 31 luglio 2009, sembra sordo alle richieste di sos partite a più riprese da Palazzo Piacentini.
Il contenuto della missiva, inoltrata la scorsa settimana al Guardasigilli, ai deputati e senatori di Messina, al sindaco Buzzanca e al presidente della Provincia Ricevuto, è stata oggetto dell’incontro convocato questa mattina nella sede dell’Ordine, al primo piano del Tribunale, dove Marullo e il presidente del Tribunale Giovanbattista Macrì, hanno illustrato i numeri di un sistema il cui futuro, continuando di questo passo, non può che essere di totale paralisi.
“Il confronto con le altre sedi di Tribunale – scrive Condojanni – sia in riferimento al carico di lavoro dei singoli magistrati, sia in rapporto allo squilibrio numerico tra magistratura inquirente e guidante, fanno di Messina un unicum negativo nel panorama giudiziario italiano”. Secondo il presidente dell’Ordine forense, infatti, la città dello Stretto avrebbe bisogno di almeno 14 giudici in più. Una posizione condivisa tanto dal Presidente Macrì quanto dalla giunta nazionale dei magistrati.
Ma ciò che più fa storcere il naso agli operatori della giustizia, è la notizia, circolata proprio in questi giorni, secondo cui il Ministro Alfano ha già predisposto un ampliamento della pianta organica dei magistrati per alcune sedi giudizirie tra le quali però non figura Messina. Un controsenso senza precedenti secondo i rappresentanti della giustizia locale che, numeri alla mano, risulta essere nelle peggiori condizioni, soprattutto nel settore della giustizia civile, e ciò solo a scapito dell’utenza. “Un’emergenza che, inevitabilmente, coinvolge tutti i settori della nostra già claudicante economia – si legge nella lettera – rompe gli equilibri nel rapporto delle forze in gioco, diventa, purtroppo, una condizione di denegata giustizia”. Giustizia che gli “inquilini” di Palazzo Piacentini sono però intenzionati a tutelare, a tutti i costi. “Abbiamo tenuto sempre ad evitare manifestazioni eclatanti e folkloristiche, iniziative di sicuro impatto mediatico che portano alla ribalta il problema creando il caso”, ricorda il presidente Condojanni al Ministro Alfano, ma oggi, viene da aggiungere, non c’è più tempo da perdere: “Se ancora una volta le nostra richieste rimarranno inascoltate – conclude il presidente dell’Ordine degli avvocati – siamo pronti ad eclatanti forme di protesta”.
La “nostra” conclusione è invece riservata alle parole pronunciate in occasione della visita ufficiale dei 31 luglio 2009, proprio dal Ministro Alfano: “Non sono solito promettere ciò che non posso mantenere, non faccio proclami per poi essere smentito, quindi manterrò i miei impegni”. E tra gli impegni presi dal Guardasigilli, forse vittima di un improvviso vuoto di memoria, proprio l’ampliamento dei magistrati poiché, affermava, “è evidente che ci sono carichi di lavoro spropositati rispetto alla dotazione organica”.
