Intanto l’Aeroporto dello Stretto è stato inserito tra i 28 scali inutili per il sistema nazionale

Intanto l’Aeroporto dello Stretto è stato inserito tra i 28 scali inutili per il sistema nazionale

Intanto l’Aeroporto dello Stretto è stato inserito tra i 28 scali inutili per il sistema nazionale

sabato 13 Novembre 2010 - 00:38

Il dato emerge da uno studio commissionato dall’Enac a tre società. Una brutta notizia per la Sogas, che spera ancora di poter avvicinare il Tito Minniti a Messina, nonostante il flop della MetroMare abbia reso inutili gli sforzi prevalentemente fatti della Provincia Regionale. E l’utenza continua a scegliere Catania

Qualche giorno fa è stato reso noto un documento redatto dalle società Nomisma, One Works e Kpmg, su commissione dell’Enac, mirato a dare indicazione precise in merito alla riorganizzazione del sistema aereo nazionale. Dopo avere analizzato il settore da diversi punti di vista, lo “studio” giunge alla conclusione che nel nostro Paese ci sono 24 aeroporti “di troppo”: quelli di Aosta, Cuneo, Albenga, Bolzano, Brescia, Parma, Forlì, Rimini, Ancona, Siena, Elba, Grosseto, Perugia, Pescara, Roma Ciampino, Foggia, Salerno, Taranto, Crotone, Reggio Calabria, Comiso, Pantelleria e Tortoli.

Scali che faticano ad essere autonomi, che necessitano di sovvenzioni per poter sopravvivere, che avrebbero bisogno di un traffico minimo decisamente superiore per sperare di raggiungere l’equilibrio economico. Tra questi è stato inserito anche il Tito Minniti di Reggio Calabria, che a quanto pare non riesce a “decollare” nonostante le iniezioni amministrative tentate negli ultimi mesi dal Cda dello scalo reggino, con l’apertura a nuove compagnie e l’inserimento di nuovi voli (dall’altra parte i tagli di Alitalia nel weekend). Una notizia, quella che filtra dallo studio commissionato dall’Enac, che non farà certamente piacere ai soci della SoGas, che nel progetto di rilancio dell’Aeroporto dello Stretto ci scommettono da mesi. Da qui, probabilmente, la riunione fiume di ieri, con le novità provenienti dalla riunione dei soci e finalizzate a dare una scossa per provare a migliorare i numeri comunque in crescita dello scalo.

Tra i soci della SoGas c’è anche la Provincia di Messina, che tra l’altro ha recentemente aumentato il numero delle quote azionarie, portandole al 20%. Un peso che pesa per l’Amministrazione di corso Cavour, chiamata a dare risposte su questo impegno a cospetto di un Aeroporto che resta a tutt’oggi sotto considerato rispetto al Fontanarossa di Catania, al quale l’utenza messinese, è evidente, prevalentemente si rivolge. In questo senso il flop di MetroMare, che si sperava potesse rappresentare un valido stimolo per i passeggeri messinesi, non ha fatto altro che aggravare la situazione. Il previsto check-in da effettuare già sulla sponda siciliana, con la riduzione netta dei tempi di imbarco, non è mai partito in virtù della mancanza delle coincidenza con i voli in partenza da Reggio Calabria. Il cassone della Ustica Lines, spostato nelle vicinanze della Stazione Marittima e addirittura attrezzato dalla SoGas per accogliere i passeggeri, non è mai stato reso accessibile proprio per la rottura concretizzatasi con il Consorzio MetroMare, per un servizio nato monco, destinato prevalentemente ai pendolari e che ignora l’utenza aereoportuale nonostante la “tappa” prevista nel Molo vicino allo scalo. Un disegno, quello circolare, che alla fine scontenta tutti.

L’ultima “trovata” del Presidente della Provincia Nanni Ricevuto, finalizzata proprio allo sblocco di tale paradossale situazione, è orientata all’avvio di un nuovo servizio privato di trasporto sulla rotta Porto-Aeroporto, da effettuare in coincidenza con la partenza degli aerei. Lo stesso dovrebbe essere affidato ad una società privata. Si è parlato della Tar.Nav. di Milazzo, anche se l’ex Senatore ha successivamente fatto riferimento ad una regolare gara d’appalto, mentre la copertura economica dovrebbe essere a carico delle Regioni. Al momento l’ipotesi resta solo tale e non sembrano esserci sostanziali passi in avanti, anche se nella riunione di ieri tutte le parti in causa hanno nuovamente sottolineato la necessità di rendere sempre più appetibile lo scalo reggino per l’utenza messinese.

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