Il telefono serviva ai boss per comunicare con l'esterno ed ordinare anche un omicidio
Una pesante condanna è stata inflitta dal gup Maria Angela Nastasi all’infermiere Salvatore Cutugno, 38 anni ritenuto l’uomo che fece entrare nel carcere di Gazzi un telefono cellulare, ricariche ed alcuni pizzini con i quali i boss comunicavano con i loro uomini.
Il giudici ha inflitto a Cutugno 4 anni ed 8 mesi di reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici ed un anno di libertà vigilata.
Cutugno, arrestato nel febbraio dell’anno scorso dai Carabinieri, doveva rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa.
Le indagini erano scattate nel 2006 con l’operazione “Ricarica” che consentì ai Carabinieri addirittura di sventare un omicidio, che era stato deciso nel carcere di Gazzi commissionato, ed ordinato proprio tramite telefono cellulare. Secondo gli investigatori fu il boss Gaetano Barbera ad ordinare l’uccisione del fratello del padrino di Santa Lucia sopra Contesse, Giacomo Spartà. Con Barbera altri provvedimenti restrittivi furono notificati in carcere a Daniele Santovito, Marcello D’Arrigo ed altri uomini vicini al clan.
