Laboratorio Analisi dell’Ospedale Papardo: la scelta dell’automazione

Laboratorio Analisi dell’Ospedale Papardo: la scelta dell’automazione

Laboratorio Analisi dell’Ospedale Papardo: la scelta dell’automazione

giovedì 25 Giugno 2009 - 11:40

Il rinnovamento dell’U.O. di Patologia Clinica dell’A. O. Papardo sceglie la via dell’automazione. Un nuovo tassello, che si aggiunge al processo di informatizzazione (web based) realizzato con i reparti, nell’ambito della riorganizzazione delle attività del Laboratorio Analisi diretto dal Dott. Renato Caldarera.

La StreamLab Analitycal Workcell della Siemens Healthcare Diagnostics, questo il nome del sistema, gestisce, in completa automazione, la preparazione dei campioni e la distribuzione degli stessi agli analizzatori (fase preanalitica). Questo metodo di controllo della idoneità dei campioni biologici da analizzare si aggiunge al sistema di controllo di qualità analitica, già in uso presso il laboratorio. Per la prima volta in Sicilia, le provette, caricate a bordo del sistema, vengono centrifugate, stappate e distribuite sui diversi analizzatori del laboratorio in modo completamente automatico per oltre l’80% dei test eseguiti dal laboratorio. La scelta dell’automazione consentirà al laboratorio di accrescere: – la qualità delle proprie prestazioni analitiche – la produttività dell’intera Unità Operativa – la sicurezza degli operatori nell’eseguire le procedure di analisi.

L’automazione introduce, nel processo analitico, un sofisticato sistema di controllo dei campioni che valuta, in modo completamente automatico, l’idoneità dei prelievi ematici da lavorare e la presenza di eventuali interferenti sulle analisi da eseguire. Questi controlli preanalitici permetteranno di annnullare tutte le possibili cause di errore dell’intero processo analitico, accrescendo notevolmente la qualità dei risultati.

La StreamLab Analitycal Workcell, che è fisicamente connessa agli analizzatori, identifica quale è il percorso più veloce per eseguire le analisi e trasferisce automaticamente le provette da analizzare. Dopo l’esecuzione dei test le provette vengono ordinate, per essere conservate o trasferite ad altre eventuali sezioni del laboratorio. Gli operatori, che si interfacciano al sistema, non devono più provvedere alla centrifugazione dei tubi e al frazionamento dei campioni in aliquote,. Questo riduce drasticamente la propria esposizione al rischio di contaminazione biologica da parte dei campioni da analizzare.

La “Workcell” (cellula operativa) è un innovativo metodo di lavoro, che permette di integrare tra di loro aree analitiche precedentemente separate e di ridurre le fasi di lavoro. I benefici di questa trasformazione arriveranno fino al letto del paziente, sia in modo diretto, che indiretto. Si ridurrà, infatti, la quantità di sangue da prelevare ai pazienti per la esecuzione delle analisi cliniche e i tempi di rilascio dei dati analitici. Questo permetterà ai clinici, cha hanno in cura il paziente, di decidere più velocemente della evoluzione delle terapie.

(foto Dino Sturiale)

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