Il segretario Costantino Amato considerare questa l'unica chiave possibile per attenuare l'“emorragia” economica che sta uccidendo la provincia di Messina
Tre le innumerevoli difficoltà, le numerose vertenze, le poche certezze, per il direttivo della Uil l’unico obiettivo certo è «evitare ad ogni costo i licenziamenti del personale per cercare di salvare ciò che resta dell’apparato produttivo messinese». Questo almeno l’“imperativo categorico” del il segretario generale Costantino Amato, convinto nell’affermare che la provincia di Messina sta pagando un prezzo altissimo rispetto alla crisi economica che investe tutto il paese.
«Cantieri navali Aicon, aziende del tessile dei Nebrodi, Rfi, Castello, Duferdofin, per citare solo alcuni esempi sono solo la punta dell’ice-berg di un fenomeno che vede il fallimento della piccola e media impresa e la crisi irreversibile delle grosse aziende».Un lungo elenco quello presentato dal rappresentante sindacale per spiegare il perché, oggi, l’obiettivo da seguire sia quello di salvaguardare l’apparato produttivo, tutelando così i lavoratori ed evitando i licenziamenti. «Bisogna evitare ad ogni costo – afferma Amato – che le aziende riducano il numero di occupati licenziando o non rinnovando i contratti a tempo determinato e per fare ciò bisognerà riconoscere alle imprese una adeguata riduzione dei contributi previdenziali. Si tratterebbe di benefici immediati, mese dopo mese, sicuramente più appetibili rispetto al bonus fiscale legato alla dichiarazione annuale dei redditi».
A ciò si aggiunge però l’altrettanto indispensabile prolungamento della cassa integrazione ordinaria, rivedendone anche il sistema di calcolo, e il ricorso eventuale ai contratti di solidarietà. «I lavoratori – conclude Amato – chiedono interventi immediati e concreti, come immediati e concreti sono i bisogni primari loro e delle loro famiglie. A noi, a tutto il sindacato, il dovere ed il compito di batterci per ottenere risposte alle loro richieste».
