Ricevuto lo sta bene dei contributi europei non può aprire un lido per colpa della burocrazia messinesi e Regionale. Perso qualche posto di lavoro, una nuova realtà nelle notti estive messinesi ed importanti fondi
Dopo l’articolo apparso su tempostretto.it sullo sviluppo dei lavori sul lungomare di Santa Margherita, in cui si citava un intervento dell’Assessore Amata sul possibile completamento per i primi giorni di luglio, riceviamo la telefonata di un giovane imprenditore messinese, Aldo Puleio, che vuole raccontarci la sua incredibile vicenda, lunga ben 3 anni, sulla possibilità di realizzare un lido balneare.
Di seguito presentiamo interamente, per rendere meglio l’idea sullo scottante argomento, la discussione che abbiamo avuto col Puleio che, visibilmente amareggiato, comunque non demorde nel suo intento di -crearsi un posto di lavoro- dove lavoro non c’è n’è.
Quel che costatiamo, in questi primi giorni di caldo passeggiando per il nostro splendido litorale, è che i lidi in fase di realizzazione e di prossima inaugurazione – molti apriranno i battenti tra il penultimo e l’ultimo fine settimana di giugno – sono sempre gli stessi. La vita notturna messinesi dunque rimane inchiodata ai luoghi estivi dell’anno passato. Due o tre luoghi chic con le classiche interminabili file e poi dietro tutti gli altri, a racimolare ciò che si può. Nessuna valida novità all’orizzonte, sullo Stretto. Musica meccanica e ritmi salseri la faranno da padrone anche nella summery life messinese 2009? A voi l’interessante intervista.
Sig. Puleio, perchè ci ha chiamati?
Per permettere agli utenti del web di conoscere una vicenda paradossale che mi trovo a vivere da due anni e mezzo a questa parte.
Sarebbe?
Circa tre anni fa, vedevo le prime ruspe in azione nel cantiere dedicato al ripascimento di S. Margherita, e già da allora immaginavo che quel posto sarebbe diventato stupendo. Decisi allora di sfruttare ciò che ci concede la natura e la nostra terra per creare impresa.
La sua idea era un lido
Immaginavo che quel luogo sarebbe divenuto un lungomare meraviglioso e che si sarebbe potuta sfruttare la vera vocazione della nostra terra: il turismo e i servizi. Decisi di intraprendere l’iter per creare uno stabilimento balneare.
Ci può spiegare come funziona?
Ci sono diversi enti coinvolti che devono dare il loro parere dietro presentazione di parecchia documentazione, e alla fine viene rilasciata la concessione demaniale grazie alla quale, dietro pagamento di un canone -salato-, puoi avviare la tua attività sul demanio marittimo.
Quando ha presentato la richiesta? Era tutto quello richiesto?
Mi vien da ridere… la presentai il 29/12/2006. Tengo a precisare che la legge stabilisce che tutto l’iter burocratico debba essere svolto in un tempo limite di 200 giorni.
Per lei due anni invece di sette mesi. Cos’è successo di tanto grave da portare a questo ritardo?
Devo dire che già dall’inizio ci sono stati parecchi intoppi. Nel luogo da me prescelto, ad esempio, un’altra persona aveva presentato richiesta di concessione (con un numero di protocollo successivo al mio) e quindi l’istruttoria della pratica è slittata di un po’ per permettere alle parti di concordare bonariamente la questione. E ad onor del vero l’altra persona ha cambiato luogo andandosi a posizionare a qualche metro distante dal mio perimetro.
Dunque, tutto ok?
No, per niente. credevo di farcela per la stagione balneare 2007… e invece no. Le lungaggini burocratiche non hanno permesso che la mia impresa aprisse i battenti per quella stagione.
Qual è stato l’ostacolo più grosso che ha trovato?
Non glielo so dire, so per certo quali sono stati gli uffici più solerti (Dogana e Sovrintendenza), ma posso dire che ho incontrato delle difficoltà con il Genio civile.
Cioè? Quali complicanze sono nate?
La mia pratica è stata lì ferma parecchio tempo, ma proprio tanto. Fin quando non ho preso il coraggio a due mani e sono andato a parlare con l’Ingegnere capo, il quale mi faceva presente che quell’area era interessata da lavori di ripascimento e che quindi era considerata area di cantiere e quindi non poteva rilasciarmi l’autorizzazione momentaneamente.
E quindi questo è il motivo della mancata apertura della sua attività
Non lo so. So solo che nelle estati 2007 e 2008 l’altro soggetto (che si era spostato di qualche metro dal mio perimetro), ha avuto la concessione e ha potuto lavorare tranquillamente, mentre io ancora ad oggi non sono in grado di poter dire quando potrò lavorare.
Quindi, ad un altro soggetto, a pochi metri, è stata concessa l’autorizzazione
Feci presente al Genio civile questa disparità di trattamento e per tutta risposta mi venne detto che quello era solo un -chiosco- mentre il mio uno stabilimento…
Che differenza c’è tra un chiosco ed un lido? cambia qualcosa?
Solo a livello di dimensioni della concessione, la mia era una richiesta di molti più metri quadri rispetto alla sua, ma entrambe ricadono sulla stessa particella ed entrambe avrebbero dovuto ricevere lo stesso trattamento, invece ho potuto constatare che sono stati usati due pesi e due misure.
Smaltita la rabbia, come ha gestito la situazione subita?
Ho fatto presente che se quella era definita -area di cantiere-… come era cantiere per me doveva essere cantiere anche per l’altro richiedente. Attenzione, a me non interessava che venisse sospesa o ritirata la concessione a qualcun altro. Volevo soltanto essere messo in grado di poter lavorare e creare un indotto. Dal momento che non avrei potuto gestire tutto da solo, è normale che avrei preso a lavorare con me delle persone, anche se soltanto stagionalmente, ma sicuramente per un periodo ci sarebbe stato qualche disoccupato in meno e qualche servizio in più per i clienti.
Abbiamo scritto giorni fa su Tempostretto.it un articolo sulla realizzazione dell’opera a Santa Margherita dove i lavori sono in fase avanzata. Ma in che senso quella zona era, o è, definita area di cantiere? e per quanto tempo ancora?
Praticamente a livello della Strada Statale è stato creato un marciapiede e accanto un nuovo pezzo di strada recentemente asfaltata. In quel punto passavano i camion della ditta che si era aggiudicata i lavori e quindi era definita area di cantiere.
Quindi, se c’erano questi mezzi pesanti che transitavano, la gente da dove sarebbe dovuta passare per raggiungere il suo lido?
Esiste un sottopassaggio che collega la spiaggia alla strada nazionale e passa sotto la statale. Molta gente passava da lì per recarsi al mare. Altri, invece, posteggiavano il proprio automezzo sulla statale e passavano tranquillamente dai varchi dei guard-rail, anche perchè i camion non passavano poi così frequentemente ma solo ogni tanto.
Comunque sarebbe stato un pericolo per i bagnanti recarsi in una zona dove ci sono dei lavori… non crede?
Senza dubbio, ma comunque in spiaggia non c’erano lavori. La sabbia si era ormai sedimentata grazie alle barriere soffolte create e ai precedenti lavori delle ruspe. Vorrei ricordare che dopo le 17 gli operai lasciavano comunque il cantiere e quindi ogni attività serale dei lidi si sarebbe potuta svolgere tranquillamente senza pericolo.
Sappiamo che diverse sono state le richieste presentate quest’anno, ma sembra che le novità siano poche. A tal proposito stiamo raccogliendo qualche informazione a riguardo; lei sa quante richieste sono state presentate oltre la sua?
Si, precisamente non le so dire il numero, ma credo che in quella zona dovremmo essere circa cinque richiedenti.
Addirittura sono cinque le domande in poco più di un chilometro?!? Però, rimanendo nella nostra provincia, una Venetico in città. Quel pezzo di spiaggia con cinque lidi sarebbe una sicura attrazione. Ma se altri, come lei, non hanno ricevuto l’ok, perchè sappiamo qualcosa solo da lei, e solo ora?
Perchè tre di quei cinque richiedenti, se non sbaglio, hanno scelto la stessa area e quindi dovrà essere la Regione a stabilire chi ne ha il diritto, e i tempi sono lunghi. Inoltre mi sento vittima di un’ingiustizia. Come ho detto prima, il mio intento non era quello di non far lavorare altra gente, infatti fino ad ora ho subìto in silenzio per due stagioni di fila, ma avere ciò che mi spetta come normale cittadino che fa una richiesta regolare. Evidentemente non è concesso.
Anche per quest’anno, progetto sfumato. Ma solo questo il problema principale da affrontare? Cosa ha notato di particolare in tutta la vicenda?
Una volta -convinto- il Genio civile ad approvare la mia richiesta con una postilla che mi proposero (avrei dovuto sgomberare l’area immediatamente dietro richiesta degli organi competenti, qualora ce ne fosse stato bisogno per le esigenze di cantiere), ho seguito l’iter della mia pratica che da quel momento in poi sarebbe stato in mano della regione Sicilia. Il tecnico della Regione, dopo parecchio tempo, mi rispose che la mia richiesta non poteva essere accolta dal momento che il Genio civile aveva messo la postilla che il mio perimetro ricadeva in area di cantiere. Al contempo, la Regione, chiese al Comune di Messina di pronunciarsi sullo stato di avanzamento dei lavori di ripascimento e di comunicare una data presunta di fine lavori. Al che io risposi che già era stata rilasciata una concessione. Niente, silenzio assordante. feci presente questa cosa alla Capitaneria di porto, e mi dissero che se una concessione era stata rilasciata, evidentemente vi era stato uno sbaglio. Vista la situazione presi appuntamento e riuscii a parlare con il comandante della Capitaneria, il quale si mise a disposizione ed inviò al tecnico della Regione (febbraio 2009) una lettera dove si facevano presenti i fatti e invitava la Regione a pronunciarsi in merito. Il succo era: o tutti o nessuno.
Cos’hanno risposto?
Lì per lì sembrava che fosse stata approvata.
Come lo sa?
Io mi recavo settimanalmente in Capitaneria per avere notizie sullo stato di avanzamento della richiesta, e li mi informavano di volta in volta, fin quando mi dissero che la pratica era stata -approvata- e che era stata messa ALLA FIRMA.
Immagino lei abbia festeggiato…
Diciamo che pensavo che sarei riuscito a lavorare almeno dal 2009 in poi. Come lei sa, la nostra è una zona bersagliata dalla disoccupazione, criminalità, malaffare, burocrazia che ti impantana, richieste di pizzo, datori di lavoro che sfruttano i dipendenti. Io stesso ho un contratto a progetto dove il mio guadagno è altalenante e di recente i risultati vanno sempre peggio. Insomma, ci speravo proprio in questa opportunità che io mi stavo creando, senza chiedere favori a nessuno ne raccomandazioni varie. Anche perchè se avessi avuto la possibilità di averle, molto probabilmente adesso me ne starei seduto in qualche posticino tranquillo ed ogni mese avrei il mio stipendio.
Ma sig. Puleio, alla fine questa concessione gliel’hanno data o no?
Ancora no.
Niente firma. Perchè? cos’altro è successo?
E’ successo che a fine maggio di quest’anno, già in forte ritardo per montare una struttura sulla spiaggia, mi sono recato alla capitaneria di Messina per chiedere lumi sulla mia pratica. L’impiegato è stato molto solerte e gentile ed ha telefonato al tecnico di Palermo proprio davanti a me. Quest’ultimo gli ha risposto che la pratica non era stata firmata perchè volevano una dichiarazione in cui si diceva che i lavori erano stati ultimati.
Sappiamo che i lavori sul marciapiede sono ancora in corso. Niente autorizzazione.
Si, sul marciapiede. Come può leggere anche lei dai siti web messinesi e dalla carta stampata. Manca solo il verde pubblico, ma quello è un altro capitolato e l’area ormai è sgombra da qualsiasi lavoro. La spiaggia altrettanto.
Ma la Capitaneria non ha inviato questa dichiarazione
Mi hanno detto di si, anche se conoscendo i tempi della Regione fra protocolli vari e istruttorie… mi sa che non farò in tempo neanche per questa stagione.
Vabbè, allora ci inviterà tutti per l’anno prossimo?
Non so, francamente ora è tutto più difficile.
Cosa c’è di altro? Ha per caso rinunciato al suo progetto?
All’epoca avevo fatto una richiesta di fondi a Sviluppo Italia. Tengo a precisare che la compilazione della domanda e l’articolazione della stessa è molto difficile, ma dopo l’iter ed i colloqui, la mia richiesta è stata accettata perchè ritenuta molto valida.
Pescare da questi contributi è molto complicato e spesso vengono persi per errori nella compilazione della richiesta e nella presentazione della documentazione. Difficilmente si sente di imprese realizzate con questo metodo.
Però è passato troppo tempo da allora e quindi ho perso il diritto a quei contributi economici.
Oltre il danno anche la beffa?
Si, purtroppo si. E mi rimane un amaro dentro ed un senso di sconfitta…
Risulta palese dunque, la perdita di un’opportunità lavorativa e di guadagno per l’impresa e per i lavoratori che avrebbero dovuto farne parte.
Si. E mi chiedo se sia giusto tutto ciò e se sia normale essere trattati in maniera diversa vedendosi sfumare ciò in cui si è creduto, si crede e per cui si combatte! Anche se non mi do per vinto! Abbiamo un sole meraviglioso, delle spiagge stupende ed un mare unico. Dobbiamo solo riuscire a sfruttare ciò che il mondo ci offre. Se ce lo permettono.
