La Camera di Commercio l’ha costituita nel 1973, oggi l’amministratore unico è l’ex segretario della Funzione Pubblica Cisl Saro La Rosa. Nel 2008 aveva appena 6 dipendenti, oggi intende realizzare un faraonico terminal crocieristico in un immobile che il Comune intende vendere
Cos’è l’Azienda speciale Magazzini generali e Servizi alle imprese, finita nella bufera per la nuova “parentopoli” in salsa messinese (vedi articoli correlati)? Quello delle assunzioni e dei concorsi che hanno destato l’attenzione della Procura è divenuto il caso del momento. Ma oggi ci poniamo un altro quesito: a cosa serve, realmente, l’azienda speciale che la Camera di Commercio considera come proprio “fiore all’occhiello”? La “Magazzini generali” è stata costituita dalla giunta camerale nel lontano 1973: scopo originario, fornire alle imprese del territorio il servizio di deposito merci e magazzini generali nell’immobile appositamente destinato dal Comune di Messina, che si trova in via Luigi Rizzo, proprio di fronte all’omonimo molo del porto. Solo nel 1997 ha completato le proprie finalità con l’attività di servizio alle imprese, modificando di conseguenza la propria denominazione, ma fino al 2008 contava appena sei dipendenti.
Queste le finalità dell’azienda speciale, secondo quanto riferisce il sito istituzionale della Camera di Commercio: svolgere attività di formazione anche per la creazione di nuove imprese piccole e medie; costituire un supporto per le piccole e medie imprese al fine di favorire l’accesso all’innovazione tecnologica di processo e di prodotto; prestare collaborazione alle piccole e medie imprese per l’individuazione dei concreti fabbisogni in termine di organizzazione e gestione finanziaria; acquisire nuove quote e/o settori di mercato; realizzare ogni possibile supporto informatico e conoscitivo per la creazione di nuove imprese e per le imprese esistenti, promovendo convegni e manifestazioni, elaborando studi, statistiche ed altro; favorire l’utilizzo da parte delle imprese dei servizi predisposti dal sistema delle Camere di Commercio. Svolge inoltre, si legge sempre nel sito, “attività operativa di supporto per la Camera di Commercio nei progetti dell’Ente che richiedono specifiche professionalità”.
L’Azienda, che di fatto è una ramificazione della Camera di Commercio, ha a sua volta una propria “branchia”, essendo soggetto responsabile del “Patto Messina Verdemare”. Si tratta di un patto territoriale realizzato dalla “Magazzini generali” con la collaborazione della Camera di Commercio, secondo un protocollo d’intesa firmato nel marzo del 2000. Anche il “Patto Messina Verdemare- si propone l’obiettivo di favorire lo sviluppo e la qualifica delle imprese locali nel settore agricolo, ma anche in quello del turismo del rurale, agriturismo e pesca marittima. Il classico gioco delle scatole cinesi? Forse. Diversi dipendenti della Camera di Commercio, che nel 2008 avevano manifestato con un esposto tutto il loro dissenso sulla gestione da parte dei vertici, da anni contestano l’interesse con cui l’amministrazione camerale s’è spesa per far progredire l’Azienda speciale a 360 gradi, «affidandole – si legge nell’esposto – servizi di esclusiva pertinenza dell’ente. Così, con rapidità sconcertante e col silenzio-assenso dei rappresentanti sindacali, si è assistito, annichiliti, al dirottamento e alla duplicazione di numerosi servizi dell’ente verso l’Azienda speciale». Con tanto di “Parentopoli” annessa.
Oggi amministratore unico dell’Azienda speciale è Saro La Rosa, ex segretario della Fp Cisl. La sua nomina è avvenuta il 15 marzo scorso, quando prese il posto di Nino Messina, attuale presidente della Camera di Commercio. E prima di Messina, dall’aprile 2006 all’ottobre 2009, l’azienda era stata gestita, nella qualità di commissario straordinario, da Vincenzo Musmeci, predecessore dello stesso Messina alla presidenza della Camera di Commercio, oggi segretario generale dell’Ente camerale (secondo modalità finite, anch’esse, sotto la lente della Procura). Curiosità: prima di Musmeci, commissario straordinario dell’Azienda speciale era sempre Nino Messina, che nel 2003 aveva sostituito il consiglio d’amministrazione in carica fino a quel momento, composto da Pietro Cacciola, Rosario Madaudo (il presidente e poi commissario del discusso Ente Porto) e Cesare Di Vincenzo. Un balletto di avvicendamenti che fa girare la testa (tra l’altro La Rosa e Messina sono anche componenti della giunta camerale).
Oggi l’Azienda speciale, come dichiarato più volte da La Rosa, vuole fare l’ulteriore salto di qualità. E lanciarsi in un progetto faraonico e ambizioso, ma al tempo stesso di indubbio fascino: il “Sea Palace Colapesce”, una sorta di centro polifunzionale ad uso e consumo dei croceristi, dove da una parte esporre i prodotti tipici della provincia, e dall’altra fornire punti di orientamento per i turisti. Tutto questo dove? Nell’immobile dei Magazzini generali, inutilizzato dal 1. gennaio scorso, ma soprattutto inserito dal Comune di Messina tra i beni patrimoniali da dismettere. Palazzo Zanca, con quell’immobile, intende far cassa il più possibile, e per questo ne ha accelerato la procedura di variante urbanistica per rendere l’area in cui si trova da “servizi” ad “edificabile”, suscitando alcune perplessità tra gli altri enti (su tutti il Genio Civile). Con l’immobile all’asta (il bando sarà pronto a breve) i progetti della Camera di Commercio potrebbero complicarsi. E con essi quelli dell’Azienda speciale nata per aiutare le imprese.
