Il prossimo lunedì, i sindacati decideranno data e modalità
Uno sciopero ben riuscito sotto l’aspetto viabilità e l’aspetto giuridico. 400 marittimi di Caronte&Tourist hanno aderito alla protesta di ieri che ha visto le navi in forza del gruppo Franza ormeggiate per 8 ore. Ma hanno già programmato di incontrarsi il prossimo lunedì e organizzare uno sciopero di 24 ore, dopo le festività.
Il blocco della navigazione era finalizzato a far ritirare le proposte antisindacali dei vertici aziendali: l’abbattimento delle indennità e il mancato rinnovo del contratto di secondo livello. Le sigle CGIL, CISL, UIL, UGL Mare e FAST Confisal hanno rispettato i termini di legge garantendo i servizi minimi essenziali ovvero quattro corse nell’intervallo di tempo fissato per lo stop dalle 13 alle 21. Nessun disagio per l’utenza che, tra l’altro, era stata avvisata anticipatamente. Secondo la normativa 146/90, non ci deve essere interruzione del pubblico servizio, regolamentando lo sciopero.
Per l’esattezza, sono partite solo due navi la Vestfold e Acciarello, che si sono scambiate tra la Rada San Francesco e il Molo di Villa S.Giovanni alle 13,20 e alle 20,40. Ma le imbarcazioni ferme per l’occasione erano tutte e nove: a Messina tre, a Villa S.G. due e al cantiere Picciotto tre, più un’altra che si trova ai lavori.
“Avevamo proclamato lo sciopero lo scorso 23 ottobre, limitando il traghettamento ai passeggeri e ai mezzi di soccorso-, chiarisce il segretario provinciale UIL trasporti, Francesco Oliva.“Il 25 ottobre, la Commissione di Garanzia ha bocciato il criterio della protesta inviando un comunicato a tutti gli organi parlamentari e agli attori coinvolti. Il documento ha definito inaccettabile la manifestazione e ha invitato i sindacati a fare dietrofront-. Ma le sigle sindacali hanno messo a disposizione due navi negli orari critici, garantendo una civile forma di sciopero.
I vertici Caronte&Tourist, in questi giorni, sono intervenuti sull’argomento dicendo che le trattative con i lavoratori si sono interrotte perché sono pretenziose. 2500 euro di arretrati cadauno accumulati da 10 mesi.
“Non possiamo accettare le parole degli armatori-, replica il segretario provinciale di UGL Mare, Paolo Agrillo. “Dopo una lunga vertenza iniziata da 20 giorni, dopo incontri in sede prefettizia, non è stato raggiunto nessun risultato. Le trattative non si sono interrotte per un semplice motivo economico. Esiste un contratto nazionale che non viene rispettato dalla società. Su 17 punti della piattaforma sindacale, i dirigenti non ne hanno considerato neanche uno-.
“Vogliamo tutelare i posti di lavoro-, continua Agrillo. “Vogliamo regolamentate le ferie, la malattia. I marittimi non idonei dovrebbero essere collocati in altri settori dell’azienda. Tutte richieste respinte da Caronte&Tourist. Fino a dicembre 2006, per quattro anni, il nostro salario integrativo ammontava a 190 euro al mese. Adesso, gli armatori propongono la somma di 40 euro. E’ paradossale-.
Lo scorso 18 ottobre, si è svolto il primo sciopero di 24 ore senza dare un preavviso alle autorità locali. “Fino a questo momento, siamo sempre stati disponibili a riaprire le trattative-, dicono all’unanimità i sindacati.
“Se questo non avverrà, ci appelleremo alla legge 146/90, che regolamenta una protesta di 24 ore in seconda battuta, a seguito di quella di 8 ore che abbiamo organizzato ieri-, commenta l’esponente UGL Mare.-Quindi, la prossima, dopo la franchigia delle festività, sarà regolarmente autorizzata dallo Stato-.
