Ai fratelli Nicola e Domenico Pellegrino, imprenditori del settore movimento terra e calcestruzzo, confiscati cinque società, appartamenti, ville, terreni, impianti per la produzione del calcestruzzo, camion, betoniere e disponibilità bancarie
Superano i 50 milioni di euro i beni sequestrati dalla Dia di Messina ai fratelli Nicola e Domenico Pellegrino, imprenditori del settore movimento terra e calcestruzzo. I due sono ritenuti essere affiliati al gruppo mafioso che fa capo a Giacomo Spartà boss della zona sud.
Sequestrate cinque societa’, appartamenti, ville, terreni, impianti per la produzione del calcestruzzo, camion, betoniere e disponibilita’ bancarie. -Gravi irregolarità- nella fornitura di calcestruzzo e nelle opere di sbancamento- sono state individuate dagli investigatori durante le indagini.
Maggiori dettagli nel corso della mattinata, dopo la conferenza-stampa presso la sede delal Dia, alle 10.30. Il Procuratore Guido Lo Forte e il Direttore nazionale della Dia, il generale di Divisione Antonio Girone spieghereanno i particolari di un’operazione che rappresenta il piu’ grosso sequestro patrimoniale mai effettuato in provincia di Messina.
Il 6 luglio 2007, sempre dalla Dia, con l’operazione ‘Belmontino’ sequestrò beni patrimoniali per un valore di 25 milioni di euro all’artificiere della strage di Capaci Pietro Rampulla, al fratello Sebastiano ed alla sorella Maria, della famiglia di Mistretta di Cosa Nostra.
