Al sindaco non andarono giù le dichiarazioni pronunciate nell’aprile del 2009 nel corso della trasmissione “Exit” in onda su La7. Il Gip di Messina lo scorso 15 maggio ha deciso per l’archiviazione delle indagini. Il 28 febbraio la prossima udienza
La querelle tra il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca e il giornalista di Repubblica, Antonello Caporale proseguirà in Cassazione il 28 febbraio. Gli avvocati del primo cittadino della città dello Stretto si sono rivolti infatti alla Suprema Corte dopo che il 15 maggio scorso il Gip di Messina, Giovanni De Marco, aveva archiviato le indagini riguardanti il giornalista. La storia risale all’aprile 2009, quando nel corso di una puntata della trasmissione televisiva “Exit”, condotta da Ilaria D’Amico su La7, interpellato sul Ponte Caporale affermò che l’opera «servirebbe solo ad unire due “cloache” di città, Messina e Reggio Calabria». Dichiarazioni per le quali molti nostri concittadini, con il sindaco in testa, si indignarono reputandole offensive per la reputazione della città.
Rispetto al provvedimento del Gip i legali di Buzzanca sostengono che, nell’archiviare la querela al quale è allegata una richiesta di risarcimento danni per 250mila euro, il Giudice non abbia tenuto conto della motivazioni presentate in opposizione.
Dopo il caos esploso dalle dichiarazioni del giornalista di Repubblica, arrivarono le scuse dello stesso Caporale che partecipò ad un dibattito organizzato dall’associazione -Giovani e Messina- (vedi articolo correlato in basso). Nei confronti del collega una denuncia fu presentata anche da “Consumatori Associati”, presieduta dall’avv. Ernesto Fiorillo. Anche per tale azione la Procura ha chiesto e ottenuto l’archiviazione. (E. Rigano)
