Messinambiente, entro lunedì la quattordicesima. Ma la situazione rimane difficile

Messinambiente, entro lunedì la quattordicesima. Ma la situazione rimane difficile

Messinambiente, entro lunedì la quattordicesima. Ma la situazione rimane difficile

lunedì 24 Agosto 2009 - 11:20

Il sindaco auspica l'arrivo di un contributo straordinario dallo Stato e dalla Regione. A metà settembre gli stipendi

I soldi continuano a non bastare, ma l’emergenza, per il momento, è rientrata. Entro lunedì verrà pagata la quattordicesima ai lavoratori di Messinambiente, che oggi si sono riuniti in protesta di fronte a Palazzo Zanca. Una delegazione, guidata da Carmelo Pino e Clara Crocè della Cgil, è stata ricevuta dal sindaco Giuseppe Buzzanca, il quale ha dato assicurazioni sia sul pagamento della quattordicesima che sullo stipendio, che dovrebbe essere pagato entro metà settembre.

Ma il problema di fondo rimane: Ato3 e Messinambiente avevano chiesto al Comune 47 milioni, il Comune ne ha stanziati dieci in meno. E anche se il direttore generale di Messinambiente, Armando Di Maria, si dice convinto che, pur tirando la cinghia, si riuscirà ad andare avanti lo stesso, il rischio che l’emergenza torni a bussare alle porte della società di smaltimento dei rifiuti e, di conseguenza, di quelle di Palazzo Zanca, rimane. Così come rimane fermo il grido d’allarme lanciato dal sindaco e dai presidenti di Ato3 e Messinambiente, Antonio Ruggeri e Nino Dalmazio, nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi: per uscire dal guado ci vuole un contributo straordinario di almeno 15 milioni, sia esso di origine statale o regionale. Nel frattempo si -tamponerà- rinviando il pagamento della discarica, in attesa che, entro sei mesi, venga attivato il sito di Pace, che secondo le previsioni dovrebbe portare a un risparmio di 10 milioni l’anno.

I sindacati per il momento incassano il risultato -intermedio-, sicuramente positivo. Ma rimane la preoccupazione per un futuro poco roseo. Il problema coinvolge pure le cooperative dell’Ato3, i cui lavoratori, che dovrebbero percepire un esiguo stipendio di 680 euro, ricevono da mesi solo un acconto. L’Ato risponde che l’inadempienza è delle cooperative stesse, che per contratto dovevano garantire pagamenti puntuali. Fatto sta che i soldi non arrivano, e la città non brilla certo per pulizia.

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