Il tempo sta per scadere, alla fase cosidetta “sperimentale” del servizio di Metroferrovia rischia si seguire il nulla. A lanciare l'allarme il segretario generale della Fit Cisl Enzo Testa che dichiara: «Ho avuto modo di capire che se entro dicembre, con l'entrata in vigore dei nuovi orari, la tipologia di frequentazione della Messina-Giampilieri rimarrà tale, Trenitalia potrebbe sospendere il servizio»
Salutate le vacanze l’attività politica ed amministrativa si rimette in moto e con essa tornano a galla i problemi, alcuni nuovi altri solo in stand-by. Tanti quelli “appuntati” sull’agenda di Palazzo Zanca e, contestualmente, anche sulla nostra: oggi partiamo con la lettera M, a cui risponde la voce “Metroferrovia”. La ripresa della quotidiana routine cittadina, infatti, ci ha spietatamente fatto rimpiombare anche nei problemi della caotica viabilità della città dello Stretto dove, tra un parcheggio da effettuare e un autobus da prendere al volo, viene da mettersi le mani ai capelli.
Porblemi quest’ultimi che, stando alle iniziali e più rosee previsioni di Palazzo Zanca, si sarebbero potuti evitare, almeno con riferimento alla zona sud della città, con la piena entrata in vigore dei servizi di Metroferrovia Giampilieri-Messina: secondo quanto auspicato dai rappresentanti dell’amministrazione, all’indomani dell’inizio della fase di sperimentazione dei nuovi servizi (lo scorso 15 giugno), una volta trovato l’ accordo “perfetto” con Trenitalia per l’aumento nel numero delle corse (attualmente ogni 40 minuti), e con l’Atm per la realizzazione del servizio a pettine e l’introduzione del biglietto, la mobilità cittadina ne avrebbe ottenuto enormi benefici.
Una verità indiscutibile, quest’ultima, che tuttavia, si scontra amaramente e duramente con la realtà dei fatti, fatti che si concretizzano in una complicata e preoccupante situazione di stallo ed immobilismo. Secondo anche quanto dichiarato dal segretario della Fit Cisl Enzo testa, infatti, le ultime “chiacchiere” sono state quelle del mese di luglio quando, nel corso di un incontro informale tra Trenitalia e i rappresentanti di Palazzo Zanca, i vertici della società che si occupa di curare i servizi di trasporto di Fs avrebbero avanzato una richiesta economica ritenuta fin troppo esosa (all’incirca 8 milioni di euro) per garantire un aumento del numero di treni, e dunque di corse a disposizione degli utenti. Una cifra di cui il comune di Messina non si dovrebbe far carico da solo, bensì con il supporto della Regione, ma che tuttavia secondo gli amministratori messinesi va ridiscussa.
Un “intoppo” non da poco, che rischia di manifestarsi nel pieno della criticità proprio con il nuovo inzio dell’anno scolastico e con la piena ripresa dell’attività lavorativa, momento in cui il supporto dato da un completo servizio di Metroferrovia si sarebbe potuto rivelare determinante per lo snellimento della viabilità, vista la possibilità, sulla base dell’inziale progetto, di parcheggiare l’auto nei pressi della stazione ed utilizzare successivamente i bus messi a disposizione dell’Atm. Atm che, come dichiarato mesi addietro dal direttore generale Claudio Conte, da noi personalemente contattato, sarebbe stata pronta a mettere a disposizione cinque autobus per l’avvio del servizio a pettine. E tuttavia, vista e considerata la scarsa presenza di passeggeri a bordo delle carrozze, si è ritenuto più utile continuare a disporre dei mezzi per le tratte cittadine posticipando così l’avvio dell’ “integrazione”.
Allo stato delle cose, dunque, la mancanza di un accordo genera una scarsa funzionalità della Metroferrovia che di conseguenza mette i cittadini nelle condizioni di non poter usufruire di un servizio che potrebbe invece rivelarsi assolutamente positivo: «Abbiamo più volte ribadito – afferma il segretario generale della Fit Cisl Testa – che la Metroferrovia avrebbe potuto rappresentare una panacea per Messina ed invece al momento è solo un’altra “incompiuta”. La situazione peraltro – continua il rappresentnate sindacale – è più complicata del previsto, soprattutto perchè i tempi stringono. Secondo quanto ho avuto di capire ed inutire, se entro dicembre, quando entreranno in vigore i nuovi orari, Trenitalia vauterà che i “numeri” della Messina-Giampilieri, in termini di passeggeri, e dunque di utilizzazione del servizio, continueranno a mantenersi al di sotto della media minima (circa 50 passggeri per carrozza), sospenderà il servizio, eliminando duqnue anche i dieci treni di cui attualmente possiamo disporre».
Un vero e proprio effetto domino quello che rischia di determinare sul nascere la “morte” della Metroferrovia che, afferma Testa, per poter essere funzionale al massimo delle capacità, (un treno ogni venti minuti con relativo servizio bus) dovrebbe poter contare almeno su circa 58 treni. «Messina rischia dunque di uscire nuovamente sconfitta da sé stessa, o meglio dalla mancata volontà di trovare un accordo. Dire che ora più che mai è necessario che Fs, Trenitalia, Comune, Atm e sindacati debbano sedere intorno ad un tavolo per cercare di evitare l’irreparabile, non è una frase fatta, è la verità, altrimenti, lo ribadisco, a dicembre la Metroferrovia rischia di chiudere battenti. Mi rendo conto che per l’amministrazione la richiesta di Trenitalia possa apparire spropositata, ma di contro bisognebbe capire che tipo di garazie verrebbero date e sulla base di questo analizzare la situazione. E’ indispensabile valutare ogni possibile strada per cercare di evitare che le “intezioni”di Trenitalia prendano largo tramutandosi in realtà. Già nelle prossime settimane la Fit Cisl si attiverà per fare il punto della situazione e convocare un incontro».
Domani sarà il primo giorno di settembre, dicembre bussa già alla porta…
(foto Daniele Chitè)
