Eliminazione dello scambio manuale: il progetto dell'azienda comporterebbe lavori per 80mila euro in venti giorni, quello che suggeriscono i sindacati 5mila euro in tre giorni.
«Un progetto superfluo, dispendioso e peggiorativo in termini di sicurezza e tempi di attesa». Così i rappresentanti sindacali di Orsa e Rsu, Giovanni Conti e Giovanni Burgio, giudicano il progetto che l’Atm avrebbe in serbo per l’adattamento della linea tranviaria al nuovo terminal di Gazzi. I sindacalisti spiegano che attualmente in via Fermi è in funzione uno scambio manuale (Macaco) che necessita di un operatore per convogliare il tram proveniente da nord verso il capolinea di via Bonino dove è presente un altro scambio, questa volta automatico, che consente di deviare il convoglio dal binario 1 al binario 2 senza l’impiego di risorse umane.
Un sistema che va cambiato, ma come? «Da quanto ci risulta, l’azienda sarebbe in procinto di affidare alla ditta Ventura l’incarico di sostituire lo scambio manuale di via Fermi con uno scambio automatico che comporterebbe la spesa di circa 80.000 euro e l’inagibilità del capolinea per almeno altri 20 giorni, lasciando, peraltro, inutilizzato un tratto del binario 1 e attivo un pericolosissimo tratto del binario 2 inopportunamente impiegato per il doppio senso di marcia. Appaltare l’istallazione di un’ulteriore scambio automatico quando a circa 100 metri di distanza è in funzione lo scambio automatico del nuovo terminal non ha alcun senso tecnico/economico». Inoltre, secondo Conti e Burgio, anche i tempi d’attesa aumenterebbero di circa 15/20 minuti.
Ecco l’alternativa suggerita dai sindacati: «La proposta che s’intende avanzare abbatte quasi totalmente il costo della modifica (da 80.000 euro a circa 5.000 euro) riduce i tempi di attesa per la definitiva messa in esercizio del terminal (da circa 20 giorni a non più di 3/4 giorni) e rende la linea più sicura, attraverso l’utilizzazione del tratto morto del binario 1 che verrebbe utilizzato per la percorrenza nord/sud evitando così d’impegnare inopportunamente un tratto del binario 2 per entrambi i sensi di marcia, operazione questa che abbassa i livelli di sicurezza e rende farraginoso l’iter burocratico obbligando i conducenti a impiegare circa 20 minuti per la compilazione dei dispacci necessari ad effettuare l’anomala manovra nel tratto di binario unico».
«Se si pensa che in circolazione attualmente vi sono solo 40 bus e 5/6 tram – concludono Conti e Burgio – mentre il resto delle macchine giace tristemente in deposito nella vana attesa di riparazioni, risulta ovvio che i circa 75.000 euro che si andrebbero a risparmiare potrebbero essere orientati verso obiettivi più produttivi».
