Secondo il gip Ignazzitto non sono emerse responsabilità dei sanitari della Cot e del Policlinico
Archiviazione per tutti i medici indagati. Così ha deciso il gip Walter Ignazzitto nel procedimento per la morte di Carmelo Maiorana, 67 anni, maresciallo in pensione dell’Esercito. Maiorana morì il 25 agosto dell’anno scorso al Policlinico dopo essere stato sottoposto ad una colonscopia nella clinica privata COT. A seguito della denuncia dei familiari e del sequestro delle cartelle cliniche il sostituto procuratore Maria Pellegrino, iscrisse nel registro degli indagati, con l’ipotesi di omicidio colposo, tre medici della C.O.T. e tre medici del Policlinico. L’esito dell’autopsia, eseguita all’obitorio del Policlinico, ed i successivi accertamenti avrebbero però scartato le responsabilità dei sanitari.
Maiorana da alcuni anni si sottoponeva a dialisi e si era resa necessaria una colonscopia che aveva deciso di effettuare alla clinica C.O.T.. Tutto sembrò andare per il meglio ed il maresciallo dell’Esercito fu dimesso. Ma una volta a casa accusò dolori lancinanti allo stomaco e fu ricoverato d’urgenza al Policlinico. Qui i medici gli riscontrarono la perforazione del colon. Maiorana fu sottoposto ad intervento chirurgico ma rimase paralizzato alle gambe. Morì qualche giorno dopo senza averi ripreso l’uso degli arti. I familiari presentarono una denuncia per scoprire le ragioni del decesso che ora, secondo il gip Ignazzitto, non sarebbe comunque dovuto ad imperizia dei medici.
