Processo il prossimo 25 marzo per Ottavio Oliverio, il diciannovenne giocatore della Spadaforese reo confesso dell’omicidio del dirigente della squadra, Eugenio Parisi, ucciso a colpi di bottiglia quasi un anno fa. Stamattina il ragazzo è comparso davanti al Gup Anna Maria Arena ed ha chiesto di essere giudicato col rito abbreviato, che è stato fissato al 25 marzo prossimo. Il cruento fatto è accaduto la sera del 15 febbraio dello scorso anno. Dopo una partita in trasferta, il giovane giocatore della Spadaforese è tornato a casa, a Messina, insieme ad un compagno, accompagnati da Parisi, da sempre attivo nella gestione della compagine sportiva. Parisi, però, non ha mai fatto ritorno a casa. I carabinieri hanno ritrovato il suo cadavere la mattina successiva sui colli, riverso in mezzo all’erba, coperto con dei fogli di giornali, poco lontano da una piazzola di sosta dove era parcheggiata la sua auto, ricoperta di macchie di sangue.
I militari dell’Arma ci hanno messo poco ad arrivare ad Oliverio, l’ultimo che aveva visto la vittima. Interrogato, il giovane è crollato dopo qualche ora. In casa gli investigatori hanno trovato anche i vestiti macchiati di sangue. Oliverio ha raccontato di aver colpito a calci e bottigliate il dirigente che si era rifiutato di accompagnarlo a casa, lo aveva condotto nella piazzola di sosta ed aveva avanzato pretese di carattere sessuale. Al rifiuto del ragazzo, Parisi era sceso dall’auto, aveva aperto il cofano ed aveva tirato fuori il borsone dello sportivo, minacciandolo di lasciarlo sui colli. A quel punto era scattata la furia omicida del giovane.
La sua ricostruzione sui particolari delle ore immediatamente successive al delitto, però, non convince del tutto il sostituto procuratore Claudio Onorati, titolare del caso, che aveva chiesto al Gip il rinvio a giudizio di Oliverio per omicidio, ma prosegue le indagini su un altro filone. Sullo sfondo della vicenda, l’ombra della cocaina. Il giovane ha infatti raccontato di aver agito sotto effetto della polvere bianca, che qualcuno gli aveva offerto negli spogliatoi, tra il primo ed il secondo tempo della partita disputata quel pomeriggio. Un capitolo, questo, ancora al vaglio dei carabinieri.
