I due clan erano dediti allo spaccio di droga, rapine e furti
Riduzione di pene in Corte d’Appello per sette imputati dell’operazione Lupin, che portò in carcere, nel maggio del 2007, gli appaertenenti a due famiglie di Bordonaro dedite a spaccio di droga, furti e rapine. La più clamorosa è l’assoluzione, Letteria Branda, con formula piena, perché il fatto non sussiste. In primo grado era stata condanna a cinque anni di reclusione ed era considerata una degli imputati più importanti dell’operazione. Questi gli altri sconti di pena: 10 anni e 8 mesi Nunzio Bruschetta (11 anni e 8 mesi in primo grado), 1 anno a Lugi Basile (5 anni e 6 mesi). 5 anni e 2 mesi ad Anna Maria Margareci, (6 anni), 8 mesi aClaudio Signorino (1 anno e 6 mesi). Condanna confermata ad un anno e 10 mesi per Francigaetano Morabito e a 2 anni e 2 mesi per Antonio Cacopardo.
Era stato il Gup Maria Eugenia Grimaldi, nell’ottobre 2008, ad emettere le sentenze di primo grado per gli imputati che avevano chiesto di essere giudicati col rito abbreviato.
Ad eseguire gli arresti dell’operazione Lupin erano stati i Carabinieri della Compagnia Messina Sud.
Secondo l’accusa i gruppi avevano la loro centrale dello spaccio alle Case Gialle di Bordonaro ma mantenevano contatti con i clan di Santa Lucia sopra Contesse e Mangialupi.
La due famiglie trattavano eroina e cocaina che facevano arrivare da Enna e Catania acquistanola con i proventi delle rapina compiute in città.
