Operazione -Mattanza-: 19 richieste di rinvio a giudizio per omicidio e favoreggiamento

Operazione -Mattanza-: 19 richieste di rinvio a giudizio per omicidio e favoreggiamento

Operazione -Mattanza-: 19 richieste di rinvio a giudizio per omicidio e favoreggiamento

sabato 01 Marzo 2008 - 15:36

I sostituti della Direzione Distrettuale Antimafia, Vincenzo Barbaro ed Emanuele Crescenti, hanno avanzato 19 richieste di rinvio a giudizio nell’ambito dell’operazione antimafia -Mattanza-, il blitz dei Carabinieri scattato il 13 dicembre scorso.

L’udienza preliminare si terrà il 10 marzo prossimo davanti al gup Maria Teresa Arena.

L’inchiesta, una sorta di seguito dall’operazione -Ricarica- dell’aprile 2006, ha permesso agli investigatori di far luce su alcuni fatti di sangue provocati guerra di mafia scatenata contro il boss della zona sud Giacomo Spartà.

Decisive si sono rivelate le dichiarazioni fornite dai collaboratori si giustizia Francesco D’Agostino e Salvatore Centorrino che hanno consentito di far luce sugli di Francesco La Boccetta, Sergio Micalizzi e Roberto Idotta, commessi fra marzo e aprile del 2005.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo i reati di omicidio e favoreggiamento con l’aggravante d’aver favorito l’associazione mafiosa. Le richieste di rinvio a giudizio riguardano personaggi di spicco come Gaetano Barbera, Marcello D’Arrigo, Giovanni Lo Duca e Daniele Santovito ma anche Santi Ferrante, Angelo Saraceno, Massimiliano Maffei, Fabio Tortorella, Santo Balsamà, Francesco Felice, Filippo Messina, Giovanni Pappalardo, Salvatore Irrera, Giovambattista Cuscinà, Francesco Campagna, Vittorio Stracuzzi, Daniele Giannetto e Gabriele Fratacci.

Gli omicidi trattati nell’inchiesta sono quelli di Francesco La Boccetta, ucciso il 13 marzo di tre anni fa lungo lo svincolo di San Filippo; di Sergio Micalizzi eliminato il 29 aprile 2005 davanti al mercato Zaera di viale Europa, e di Roberto Idotta, assassinato poche ore dopo per vendetta a Santa Lucia sopra Contesse.

Tre delitti strettamente collegati fra loro. Una spirale di vendette interrotta dai carabinieri che scoprirono, in una cella del carcere di Gazzi la ricarica telefonica con la quale venivano impartiti dai boss gli ordini all’esterno per la gestione dei traffici illeciti e l’esecuzione degli omicidi.

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