Operazione -Officina-: il PM Verzera chiede 120 anni di carcere e tre assoluzioni

Operazione -Officina-: il PM Verzera chiede 120 anni di carcere e tre assoluzioni

Operazione -Officina-: il PM Verzera chiede 120 anni di carcere e tre assoluzioni

martedì 08 Febbraio 2011 - 13:10

L'inchiesta antidroga, nel febbraio 2009, portò all'arresto di decine di persone affiliate a due organizzazioni che operavano nella zona sud della città

14 condanne, per complessivi 120 anni, e 3 assoluzioni sono state chieste dal sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Verzera nel processo dell’operazione “Officina” che si sta celebrando in Tribunale. L’operazione, nel febbraio del 2009, portò all’arresto di 26 persone affiliate a de organizzazioni che si erano divise il mercato della droga nella zona sud della città.

Le condanne più alte, 12 anni di reclusione, sono state chieste per Giuseppe Giunta,Rosario Maggiore e Giovanni Panarello, 11 anni per Tommaso Centorrino, 10 anni per Christian Burrascano e Vincenzo Burrascano. L’assoluzione è stata chiesta per Giuseppe De Salvo, Salvatore Rapidà ed Antonino Viena. Il processo riprenderà il primo marzo prossimo mentre la sentenza è prevista per il 5 aprile.

Le indagini dei Carabinieri durarono due anni e consentirono agli investigatori di accertare decine di episodi di spaccio partendo da un controllo nell’officina meccanica di Francesco Ruggeri a Mili Marina. Gli appostamenti e le intercettazioni portarono a galla un’attività collaterale. Dall’officina, infatti, passavano quantitativi di hashish o marijuana che in gergo venivano chiamate -marmitte- e -motorini-.

Tenendo d’occhio l’officina di Mili Marina ed intercettando alcune persone i Carabinieri scoprirono l’organizzazione capeggiata da Massimo Burrascano.

Un gruppo a gestione familiare visto che oltre a Massimo Burrascano vi facevano parte la sorella Giusy con il marito, la moglie Rosanna Bonaccorso e la suocera Domenica Frisone, ultrasessantenne ma molto attiva nell’organizzazione. A loro Massimo Burrascano, durante i colloqui in carcere, impartiva le disposizioni che poi venivano girate agli affiliati per l’acquisto delle partite di droga.

Gli imputati, a vario titolo, devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo e moltissimi episodi di spaccio.

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