Il processo di primo grado scaturito dall’operazione Slaves, l’inchiesta della Squadra Mobile di Messina su un giro di prostitute provenienti dall’Est Europeo in riva allo Stretto e in altre città del Sud Italia si è chiuso in primo grado con 8 condanne e 3 assoluzioni. La Prima sezione penale del Tribunale ha emesso sentenza di condanna a 8 anni di reclusione, e sei mila euro di multa, per l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico della prostituzione a carico di: Anna Sacovich, 30 anni; Astrit Lamay, 39 anni; Liman Spahiu, 31 anni; Ivan Bernik, 34 anni; Ilir Alimani, 27 anni, residente ad Aversa; Marya Bodnar, Defrim Dema, 44 anni; Lulzim Dema, 29 anni. Assolti per non aver commesso il fatto Bekim Spahiu, 34 anni; Gani Scheu e Tosum Hoxa. Infine la Corte ha assolto da due delle tre accuse contestate Liman Spahiu. L’accusa, rappresentata dal pm Franco Chillemi, aveva richiesto ai giudici condanne a 12 anni di reclusione.
L’inchiesta fece luce su una banda che schiavizzava e trafficava ragazze ucraine e albanesi. Tutto cominciò nell’agosto del 2001 quando in Questura si presentarono due ragazze un’albanese ed una ucraina, arrivate in Italia clandestinamente, aiutate dall’organizzazione, poi costrette a prostituirsi. I primi arresti scattarono nel 2002.
