L'Or.Sa. critica l'Ato3 e chiede un incontro al Prefetto: «Contratti indecenti e brevi, condizione lavorativa inadeguata»

L’Or.Sa. critica l’Ato3 e chiede un incontro al Prefetto: «Contratti indecenti e brevi, condizione lavorativa inadeguata»

L’Or.Sa. critica l’Ato3 e chiede un incontro al Prefetto: «Contratti indecenti e brevi, condizione lavorativa inadeguata»

sabato 20 Giugno 2009 - 07:55

Nonostante i servizi della partecipata siano ripartiti il 26 maggio, il sindacato prevede una -bomba- occupazionale che scoppierà a breve, il -verde- tornerà a livelli indecorosi

Ulteriore nuovo attacco nei confronti dell’Ato3: dopo la richiesta di commissariamento della società d’ambito, adesso ad alzare la voce è il sindacato Or.Sa.

Al centro dello scontro, l’”immobilismo” che la società partecipata del Comune perpetuerebbe nei confronti dei lavoratori, costretti a salari ai limiti della decenza e a condizioni lavorative inadeguate.

L’Or.Sa scrive al Prefetto Francesco Alecci e al Sindaco Giuseppe Buzzanca, facendo notare come già nell’incontro tenutosi in sede prefettizia, lo stesso Prefetto ebbe modo di apprendere quanto fossero irrisorie le somme da reperire per garantire un buon servizio ai cittadini e i salari dei lavoratori che già si attestavano ai livelli minimi della decenza : circa 750 euro mensili.

Ancora però doveva attuarsi, scrive il sindacato, «un’incomprensibile quanto antieconomica operazione voluta dall’Ato3 che ha coinvolto ben 8 cooperative per lo svolgimento del servizio, consentendo loro di decurtare ulteriormente i salari fino a raggiungere la valenza di un affronto alla dignità dei lavoratori e delle loro famiglie: circa 450 euro mensili».

Oltre alle richieste di incontro non prese in considerazione dalla società presieduta da Antonio Ruggeri, l’Or.Sa. denuncia gravi omissioni delle cooperative riguardo l’assenza di Dispositivi Individuali di Protezione e la scarsa attrezzatura messa a disposizione per svolgere le lavorazioni.

Ed è forse questo l’aspetto più grave della vicenda: «A tutt’oggi – continua il sindacato – molti lavoratori sono sprovvisti delle dotazioni di sicurezza ed operano in strada con attrezzi destinati all’uso domestico; le qualifiche professionali di provenienza sono state derubricate ai minimi livelli al punto che le maestranze qualificate, impegnate nelle delicate operazioni di potatura e scerbatura, vengono retribuite come semplici pulitori con salari che non sono sufficienti a coprire le spese del carburante necessario per raggiungere il posto di lavoro».

Altro aspetto denunciato dall’Ato3 è quello relativo alla durata dei contratti di lavoro, molti dei quali a tempo determinato di brevissima scadenza, tanto che già dal prossimo mese di luglio molti lavoratori svantaggiati torneranno ad essere disoccupati.

L’Or.Sa. fa sapere di aver elaborato una serie di proposte, concertate con i lavoratori, che a loro avviso potrebbero garantire la buona qualità del servizio e i livelli occupazionali, eliminando gli sprechi e valorizzando le professionalità si potrebbe limitare fin’anche l’attuale congruenza di risorse pubbliche destinate alla cura del verde cittadino, ma si dicono delusi dall’atteggiamento dell’Ato3, che non accetta il confronto. E’ per questo che chiedono l’”intercessione” del Prefetto affinché tale incontro avvenga.

Dal canto nostro, qualora le paure dell’Or.Sa. siano fondate, possiamo solo immaginare un’ennesima emergenza lavorativa estiva in città, qualora i contratti non vengano adeguati nella loro durata, oltre ad una prevedibile ricaduta negativa che questi “malumori” avranno sui servizi di manutenzione del verde pubblico che le cooperative offrono ai cittadini.

(foto Dino Sturiale)

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