Il primo cittadino del centro nebroideo definisce vergognosa e senza alcun fondamento l’azione ai danni dell’immagini commerciale del paese
E’ balzato sulle pagine della cronaca nazionale il caso della pasta killer acquistata da una famiglia in villeggiatura, in una rosticceria di Falcone. Si attendono ancora i risultati dell’autopsia, ma, secondo una prima ricostruzione, ad aver causato il decesso della donna 74 enne potrebbe essere stato il cibo consumato. Ad essere rimaste intossicate, altre sei persone, i quattro componenti del nucleo familiare ed altre due ragazze.
Ad essere coinvolto nella vicenda non è però solo il centro di Falcone, ma anche quello di Brolo: è lì infatti che la rosticceria “incriminata” si sarebbe rifornita del prodotto gastronomico. E proprio sul presento coinvolgimento del paese Brolese, interviene oggi il primo cittadino Salvo Messina, che in una nota definisce “vergognosa l’azione denigratoria senza alcun fondamento ai danni dell’immagine commerciale e turistica di Brolo”.
“Non c’è nessun nesso – continua il primo cittadino – tra il prodotto gastronomico, che sembrerebbe la causa del decesso dell’anziana signora e dell’intossicazione di altre persone e Brolo. La pasta non è stata né venduta né confezionata a Brolo”. Una smentita che per Messina diventa ancor più doverosa dopo aver preso atto che è già in atto il sequestro di un esercizio commerciale di Falcone, distante oltre cinquanta chilometri da Brolo, da parte dei Carabinieri di Barcellona che stanno seguendo le indagine.
“Tuteleremo l’immagine di Brolo – continua il primo cittadino – in ogni sede se si accerterà il dolo nella sistematica denigrazione del paese su questo fatto, e non riesco a capire come, perché ed a chi serve inventare una notizia così grave, e che ha fatto il giro dell’informazione nazionale n poche ore, gettando nel panico cittadini e turisti e creando il crollo di vendite e consumazioni in locali e ristoranti di Brolo. Mi domando – continua il sindaco – anche perché la stampa pubblichi notizie così gravi ed importanti senza accertarne e verificarne le fonti”.
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