Storie di ordinaria anarchia. Decine di auto parcheggiate all’interno della piazza, una vergogna senza fine
Solo tre mesi fa, il nostro Dino Sturiale documentava abilmente l’ennesimo colpo inferto a quei brandelli di civiltà (?) che ancora resistono a Messina. Allora si parlò di una “Città in preda a comportamenti delinquenziali”, senza regole né tutori. Esattamente novanta giorni dopo lo “spettacolo” si ripete. A mezzogiorno di oggi – proprio nel momento di massimo affollamento di turisti e curiosi – decine di auto si trovavano indisturbate all’interno di piazza Duomo, tra la fontana di Orione e la gente con il naso per aria.
Stupore e sorpresa tra i presenti che si chiedevano con ilarità come fosse possibile tutto questo (diciamo anche una presa per i fondelli, ndr). Ma come si fa a spiegare a quella signora bionda e in calzoncini corti, probabilmente nordeuropea, che qui non ci troviamo a Oslo o Copenhagen? Siamo a Messina, città dell’anarchia e delle emergenze, una via di mezzo tra la giungla ed il far-west dove le auto parcheggiate un po’ ovunque possono finanche diventare un argomento risibile. Qui vincono la forza e la sbruffoneria.
Di vigili (o sceriffi) nemmeno a parlarne. E risparmiatevi pure i 20 centesimi per la chiamata alla centrale. “Non abbiamo uomini disponibili” sarà la laconica risposta, sebbene a poca distanza – nel frattempo – solerti uomini in divisa si premureranno che gli appositi stalli davanti a Palazzo Zanca siano disponibili per il politico di turno. Ciò è quello che ci meritiamo.
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