In piazza per la scuola: anche gli studenti messinesi “intonano” la loro protesta. Su photogallery tutti gli scatti del corteo

In piazza per la scuola: anche gli studenti messinesi “intonano” la loro protesta. Su photogallery tutti gli scatti del corteo

In piazza per la scuola: anche gli studenti messinesi “intonano” la loro protesta. Su photogallery tutti gli scatti del corteo

venerdì 08 Ottobre 2010 - 10:50

Circa 2500 i ragazzi degli istituti superiori di città e provincia che questa mattina hanno protestato per dire no alla riforma Gelimini. Cori accompagnati dal suono delle wuwuzelas e striscioni colorati hanno invaso le strade di Messina: tra i tanti “Tagli ai capelli no alla scuola”, “Enterogelmini”, “Ministero della Distruzione”. Presenti Cgil, Comitato Precari e ricercatori universitari

“Contro la scuola dei padroni 10, 100, 1000 manifestazioni!”. Questo il coro che ha dato il via alla manifestazione degli studenti degli istituti superiori di città e provincia (quasi nessuno è mancato all’appello), che questa mattina, come avvenuto in contemporanea in altre 50 piazze d’Italia, sono scesi in strada per dire no ai provvedimenti targati Gelmini. Un corteo colorato, numeroso e rumoroso (immancabili le wuwuzelas) ha sfilato lungo le strade della città, conquistando l’attenzione, oltre che di telecamere e giornalisti, di impiegati, commercianti e, loro malgrado, anche di automobilisti imbottigliati nel traffico che “in diretta” hanno visto gli studenti messinesi intonare inni anti-Gelmini (non tutti ripetibili).

I ragazzi, 2.500 per le forze dell’ordine, circa 5.000 per comitati e sindacati, rispettando a pieno la tabella di marcia, intorno alle 9.35 hanno lasciato Piazza Antonello, punto di raccolta, e hanno proseguito il loro tragitto lungo via Cavour, via Tommaso Cannizzaro, via Cesare Battisti: piccola deviazione in all’incrocio con via Garibaldi: gli studenti, infatti, nonostante le autorizzazioni della Questura, sono stati costretti a transitare non dall’arteria principale, ma da via Loggia dei Mercanti e via Argentieri, per giungere poi, intorno alle 11.30, a Piazza Municipio. Anche in questo caso ultima tappa modificata rispetto al tragitto inizialmente previsto, che si sarebbe dovuto concludere di fronte la Prefettura: “Ci è stato detto – spiega Gabriele Lo Re segretario dei Giovani Democratici – che per motivi di pubblica sicurezza non sarebbe stato possibile arrivare fino al Palazzo del Governo. Una nostra delegazione però chiederà di essere ricevuta oggi stesso dal Prefetto a cui dobbiamo anche consegnare la documentazione fornitaci da alcuni rappresentanti delle istituzioni locali che condividono le ragioni della nostra protesta”.

Ragioni che, come ribadito nel corso della conferenza di presentazione della manifestazione organizzata a livello nazionale, riguardano il no alla repressione dei diritti, ai tagli, alle scuole fatiscenti, alla diminuzione degli spazi: “Ora che la teoria della Riforma si è trasformata in pratica ogni studente non può che avvertire come necessità un’inversione di rotta per la scuola pubblica italiana – afferma Guglielmo Sidoti, rappresentante della Federazione degli Studenti – Non siamo il movimento dei no, siamo ragazzi/e pensanti che sono stanchi di vedere diritti e futuro calpestati. Viviamo in una terra difficile, in cui scuola è sinonimo di speranza. E’ chiaro che al ministro non importa del futuro di chi la scuola, oggi, non se la può permettere».

Concetti ben ribaditi per tutta la durata del corteo non solo attraverso cori e ritornelli, rivolti anche a chi oggi invece ha deciso di essere spettatore dalle finestre delle proprie aule, ma messi per iscritto su striscioni e cartelli innalzati come vessili. Su tutti spicca “Enterogelmini”.

“Ciò che ci fa particolarmente piacere – ci spiega Gabriele Lo Re sempre in testa al lungo serpentone – è che questa volta non siamo stati noi ad aderire alla protesta organizzato da un comitato o da un sindacato, ma esattamente il contrario. A differenza di altri casi poi, i professori sono stati dalla nostra parte, ed anche i presidi, pur se non ufficialmente, hanno fatto capire di condividere le nostre motivazioni”. Motivazioni sostenute anche dalla Flc Cgil (presenti il segretario generale del sindacato Lillo Oceano e del comparto scuola Graziamaria Pistorino) che insieme alla “Rete 29 aprile dei ricercatori universitari” hanno aderito allo sciopero. A sfilare con gli studenti anche il Comitato Insegnanti Precari.

Tanti, come detto, i volti e gli striscioni che raccontano la giornata della manifestazione nazionale in riva allo Stretto, e che vi riproponiamo

attraverso la colorata photogallery di Dino Sturiale.

Per chi vorrà contribuire con i propri scatti sarà sufficiente utilizzare il format sotto questo articolo o inviare le immagini all’indirizzo di posta elettronica info@tempostretto.it

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