Il direttore generale Caruso si è impegnato ad organizzare un incontro con i rappresentanti sindacali
«Risulta inquietante il modo in cui i dipendenti dell’indotto di ogni settore vengono considerati vittime predestinate da sacrificare in fase di risanamento dei bilanci, come se per questa tipologia di lavoratori la certezza del salario fosse un’appendice trascurabile». A battere i pugni sul già martoriato tavolo dell’ospedale Piemonte sono Antonino Alibrandi della Fim Cisl e Salvatore Fiannacca dell’Orsa-Sanità. Che come hanno tentato di fare anche ieri pomeriggio nel corso dell’infuocata seduta della commissione Sanità dell’Ars svoltasi all’ospedale di viale Europa, accendono i riflettori sui lavoratori, precari e part-time, che non sono direttamente coinvolti nel comparto Sanità ma ne rappresentano una branchia fondamentale essendo impiegati nel cosiddetto indotto.
«Anche ieri – denunciano Alibrandi e Fiannacca – nell’agenda della politica vi erano impegni “rassicuranti” per tutti, tranne per i soliti ultimi della lista, quelli che se perdono il lavoro non se ne accorge nessuno. Abbiamo ritenuto opportuno portare a conoscenza della Commissione e dell’assessore Massimo Russo che intorno all’ospedale Piemonte ruota un indotto di circa 50 lavoratori, fra metalmeccanici, addetti alle pulizie ed alla mensa; la “sufficienza” con la quale, in un primo momento, era stata accolta la segnalazione, non lasciava sperare nulla di buono per i lavoratori dell’indotto che come i dipendenti diretti dell’Azienda Ospedaliera hanno il diritto di rivendicare la continuità occupazionale».
A rispondere ai sindacati è stato il direttore generale del Papardo-Piemonte Armando Caruso, «che si è impegnato ad organizzare, in tempi brevi, un incontro con i rappresentanti sindacali, volto a definire una soluzione condivisa anche per questi lavoratori». Alibrandi e Fiannacca sottolineano che «se, come è stato promesso, il Piemonte manterrà 121 posti letto, nell’attesa della definitiva messa in sicurezza dello stabile non si potrà prescindere dai lavoratori impiegati negli appalti che insieme ai medici e paramedici sono indispensabili per rendere un servizio decoroso, se pur provvisorio, ai cittadini». Cisl e Orsa hanno anche tenuto a ribadire «l’impegno che l’assessore Russo ha preso con la città in occasione della sua precedente visita a Palazzo Zanca: “non si perderà un solo posto di lavoro”, siamo certi che l’assessore considera lavoratori anche i precari ed i part-time che non hanno avuto la fortuna del “posto sicuro”. Staremo a vedere!».
(foto Sturiale)
