“Pochi i posti negli asili nido-. Anzi, pochi gli asili nido! La denuncia del Coordinamento donne della Cgil

“Pochi i posti negli asili nido-. Anzi, pochi gli asili nido! La denuncia del Coordinamento donne della Cgil

“Pochi i posti negli asili nido-. Anzi, pochi gli asili nido! La denuncia del Coordinamento donne della Cgil

venerdì 14 Dicembre 2007 - 10:12

Da tempo si chiede al governo nazionale, così come a quello regionale, di trovare soluzioni per fare in modo che le donne, una volta divenute mamme, non debbano trovarsi a scegliere tra famiglia e lavoro. E gli ultimi sondaggi effettuati, rilevano che proprio la mancanza di questo tipo di assistenza rappresenta un forte deterrente nei confronti della maternità.

Un problema che esiste solo al nord? No, almeno secondo quanto dichiarato dal Coordinamento donne della Cgil, che delinea un quadro non propriamente esaltante.

“Solo 10 posti per bambini sotto l’anno di età negli asili nido di Messina. La situazione asili nido a Messina è semplicemente vergognosa- scrive il Coordinamento-. Nonostante gli impegni e le promesse periodicamente assunte in coincidenza con le campagne elettorali, nulla si muove con gravissime ripercussioni sulla possibilità per le donne di lavorare. Senza contare che nuovi asili porterebbero nuova occupazione-.

Appena due gli asili nido comunali: “L’angolo del cucciolo- (nella zona di Viale Giostra) che dispone di appena 25 posti e che opera solo parzialmente perché non è attrezzato per i bambini più piccoli, quelli tra i 3 e i 12 mesi; e il nido di San Licandro che tra neonati e divezzi accoglie un totale di 48 bambini. In tutta Messina, su 250mila abitanti ci sono appena 73 posti nei nidi comunali che sono appena due, entrambi nella zona nord, e di cui uno funziona solo a metà. Come deve fare una donna che lavora e che non può permettersi una baby sitter o non ha familiari che possano supportarla? Non ci sono alternative: o i figli o il lavoro-.

Il Coordinamento donne Cgil di Messina denuncia anche un’altro aspetto gravissimo. L’avvio delle procedure per l’ammissione ai nidi viene effettuata solo a novembre con la selezione delle domande e dei requisiti quindi, seguendo l’iter burocratico, l’ingresso effettivo non avviene mai prima di gennaio.

-Finite le ferie estive si ritorna a lavorare. Fino a gennaio, le madri che lavorano, dove devono lasciarli i figli?– Chiedono dal Coordinamento evidenziando che si tratta di una mera disfunzione di ordine burocratico e che servirebbe davvero poco per cambiare le cose. -Sarebbe sufficiente anticipare le selezioni a fine estate come avviene nel resto d’Italia- spiegano-. L’ex assessore Rao lo scorso anno si era impegnato a risolvere questo problema ma, complice la decadenza dell’intera amministrazione comunale, tutto è rimasto fermo-. Resta da considerare che una volta ammessi, i bambini hanno correttamente la precedenza al rinnovo, di modo che ogni anno a Messina non vi sono più di dieci posti effettivamente disponibili per nuovi ingressi.

La Cgil evidenzia come già in precedenza un commissariamento del Comune avesse inciso in maniera negativa sulla situazione di per sé deficitaria degli asili nido a Messina. “Nel 2005 il comune di Messina, all’epoca del commissariamento Sbordone, city manager Scoglio, non presentò alcun progetto per accedere ai 13 milioni di euro di finanziamento regionale per la costruzione, rinnovamento o adeguamento di asili nido, comunali o aziendali.

In occasione dell’utilizzo di quei fondi, a Messina, altri enti e strutture presentarono un progetto per la creazione di un nido aziendale. Tra quelli finanziati, il progetto presentato dalla Provincia regionale di Messina, 67.200 euro che palazzo dei Leoni ha perso il mese scorso perché non ha rispettato i tempi tecnici previsti.

Incomprensibile, tanto più che a Palazzo dei Leoni siedono ben due assessore che si occupano di pari opportunità e lavoro al femminile, e due organismi, il Comitato pari opportunità e la Commissione per le pari opportunità, che tra l’altro per le proprie componenti indicate dalla politica prevede un gettone di presenza, che dovrebbero vigilare su queste cose-.

Il Coordinamento donne della Cgil rileva che più asili nido comunali si tradurrebbero in più chance per le donne che lavorano e in più lavoro regolare, cosa che nei nidi privati non viene sempre rispettata. -Ogni asilo nido prevede almeno un operatore educativo ogni 6-8 bambini, in relazione all’età, oltre al personale ausiliario e addetto ai servizi cucina e pulizia. Nuovi asili nido in città porterebbero contemporaneamente all’incasso ben due obiettivi: più possibilità per le donne di lavorare e più lavoro in città-.

Solo a titolo esemplificativo il Coordinamento donne della Cgil ricorda che nei paesi dove vi sono più servizi all’infanzia, l’occupazione femminile è migliore e più ampia. In Danimarca la percentuale di accesso ai nidi è del 64%, in Francia è al 29% in Italia la media è del 7,4%. Ma il sud e le isole col loro 1,9% sono molto lontani dal 18,3% del centro nord.

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