Post alluvione. Il maltempo non lascia tregua, ancora uno stop ai lavori in via Puntale. Preoccupazione tra le mamme di alcuni studenti

Post alluvione. Il maltempo non lascia tregua, ancora uno stop ai lavori in via Puntale. Preoccupazione tra le mamme di alcuni studenti

Post alluvione. Il maltempo non lascia tregua, ancora uno stop ai lavori in via Puntale. Preoccupazione tra le mamme di alcuni studenti

martedì 09 Febbraio 2010 - 09:49

Intanto l’associazione “L’Altra città” rinnova la richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario

A Giampilieri si cerca di ripartire ma il maltempo non aiuta. Rimandati ancora una volta gli interventi per la liberazione di via Puntale, luogo simbolo della tragedia, dall’ammasso di fango e detriti ancora lì accatastati. I piccoli studenti della scuola intitolata a “Simone Neri” hanno festeggiato ieri un nuovo inizio d’anno perché i fatti di ottobre, soprattutto per loro, hanno rappresentato un vero e proprio sconvolgimento nelle abitudini e nelle attività quotidiane. Un inizio più complesso, come dimostrato anche dal sit-in di sabato nella piazza di fronte il Tribunale e con il corteo dello scorso 15 gennaio, soprattutto per chi ha perso tutto, in alcuni casi anche familiari ed amici, e pur volendo non riesce a tornare ad abitare nella propria comunità. Non prima almeno della definitiva messa in sicurezza della montagna, come più volte hanno chiesto.

Un timore facilmente percebile anche sui volti delle mamme ancora alloggiate nelle strutture alberghiere (soprattutto in zona nord), che ieri, ed anche oggi, hanno accompagnato i piccoli studenti all’Istituto “Leonardo Da Vinci”: tra di loro, infatti, la comprensibile paura, soprattutto in considerazione delle pessime previsioni meteo di questa settimana, di essere lontane dai propri figli nel caso in cui si verifichi una nuova improvvisa emergenza. “Accompagnarli in classe questa mattina non è stato semplice, il nostro desiderio sarebbe quello di non lasciarli neanche per un secondo anche perché più volte sono stati loro stessi a confessarci di non voler tornare in quella scuola”. Una preoccupazione che ha spinto molte di loro, nonostante il servizio scuola bus messo a disposizione grazie ad un accordo tra Comune e Atm, di portare personalmente i figli all’istituto anche perché, aggiunge una delle signore “il pulmino passa alle sei, quindi i bambini devono alzarsi almeno alle cinque, e a sette anni non è certo una cosa semplice”.

Intanto l’associazione “L’altra città” e tutte le realtà cittadine che ad essa fanno capo, ha nuovamente inoltrato richiesta (prima lettere presentata l’8 gennaio) al presidente del consiglio comunale Previti, e ai presidenti delle commissioni -Territorio e Urbanistica-, -Lavori Pubblici-, -Protezione Civile e Viabilità-, Guerriera, Restuccia e Carceri, della convocazione di una seduta straordinaria del consiglio comunale per discutere degli interventi a tutela del territorio.

CLICCANDO SU APPROFONDIMENTO IL TESTO DEL DOCUMENTO

foto Dino Sturiale

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