Presentato il dossier Ipab realizzato dalla Cisl: beneficenza sociale o beneficenza politica?

Presentato il dossier Ipab realizzato dalla Cisl: beneficenza sociale o beneficenza politica?

Presentato il dossier Ipab realizzato dalla Cisl: beneficenza sociale o beneficenza politica?

giovedì 18 Novembre 2010 - 14:16

Obiettivo del monitoraggio realizzato dal sindacato su 19 Istituti di Beneficenza presenti sul territorio di Messina a Provincia, è far capire quanto il sistema dei servizi sociali necessiti di una riorganizzazione. Per i rappresentanti Genovese ed Emanuele una nuova legge non basta, bisogna aprire un confronto fra Ipab ed enti territoriali

Ad istituire gli Ipab (Istituti pubblici con finalità di assistenza e beneficenza) fu la legge Crispi nell’ormai lontano 1867. A distanza di oltre un secolo, con riferimento alla “missione” portata avanti dagli stessi enti, oltre che parlare di finalità sociale, sarebbe forse anche il caso di farlo in termini di beneficenza politica. Queste almeno sono le conclusioni che vengono in mente sfogliando l’ampio e dettagliato dossier presentato oggi dalla Cisl Fp proprio sulla situazione degli Ipab di Messina e provincia. Il monitoraggio è stato effettuato su 19 istituti: 6 a Messina, 1 a Santa Lucia del Mela, 1 a Barcellona P.G., 2 a Patti, 2 a Milazzo, 1 a Sant’Angelo di Brolo; 1 a S.Filippo del Mela, 1 a Basicò, 1 a Francavilla di Sicilia, 1 a Gioiosa Marea, 1 Brolo, 1 S. Piero Patti.

«Ciò che si evince – hanno affermato nel corso della conferenza di questa mattina il segretario generale Tonino Genovese e di categoria Calogero Emanuele – è che in buona parte gli Ipab sono serviti solo ad elargire posti di sottogoverno o per curare interessi particolari legati alla gestione del patrimonio e non alla vera finalità che la legge impone». La legge è la 328/2000 che punta, proprio attraverso tali istituti, alla realizzazione di un sistema integrato dei servizi sociali, in attuazione del principio di sussidiarietà ed in relazione al forte radicamento che gli stessi hanno nel territorio in cui operano, essendo enti che per origini e per tradizione, sono vicini ai bisogni di assistenza dei cittadini.

Una previsione normativa che purtroppo però, come denunciato dalla Cisl, è stata spesso sacrificata a discapito di interessi “superiori”. Il caso-limite già presentato dal sindacato è quello riguardante la “Fondazione Conservatori e Scandurra Riuniti” (vedi correlati), che pur non prestando più servizio dal 2007, continua a mantenere 11 dipendenti. A ciò si aggiunge il fatto che lo scorso 21 settembre, l’assessore regionale alla famiglia Lino Leanza, ha siglato il decreto di ricostituzione del Consiglio d’Amministrazione, il cui incarico di presidente è stato ricoperto dal Vincevo Lo Monte, ex-sindaco di Graniti e fratello del più famoso Carmelo, capogruppo Mpa alla Camera.

Per i rappresentanti sindacali, i risultati del dossier (che avrete modo di scaricare cliccando su download) , permettono di capire bene come il recente tentativo della Regione Siciliana che in questi giorni ha elaborato un disegno di legge che ha per oggetto il riordino dei servizi integrati, prevedendo la loro trasformazione in aziende pubbliche o in associazioni o fondazioni, non sia comquneu sufficiente per effettuata una completa riorganizzazione del settore: «E’ necessario aprire il confronto per approfondirne i contenuti dando la possibilità di condividere valutazioni e orientamenti tra i soggetti direttamente coinvolti in questi percorsi come Comuni, II.PP.A.B., organizzazioni e rappresentanze sindacali. E’ opportuno, pertanto, che in questa fase le amministrazioni locali assumano un ruolo attivo promuovendo confronti con i sindacati e le II.PP.A.B. Ciò per arrivare alla sottoscrizione di protocolli d’intesa. In ogni caso- concludono Genovese ed Emanuele, ci rincuora il fatto che finalmente si parli delle Ipab».

cliccando su download il report completo

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