Ecco le pene di commercianti e taglieggiatori
Si è chiusa con 18 condanne e 11 assoluzioni l’inchiesta della Dda che nel 2008 scoperchiò un giro di racket tra Giosta e Santa Lucia sopra Contesse riguardante diverse attività commerciali della zona nord. Ma le condanne di oggi hanno colpito non solo i taglieggiatori. Pene pesanti sono infatti state emesse anche per quattro imprenditori colpevoli di aver negato ai Carabinieri di aver pagato il pizzo.
Le 18 condanne per gli indagati accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione e favoreggiamento riguardano: Gaetano Barbera e Marcello D’Arrigo, condannati a 27 anni di reclusione ; 7 a Vincenzo Barbera, 9 anni e 6 mesi di reclusione a Domenico Cacciola, 9 anni a Placido Catrimi; 14 anni a Franca Centorrino e Salvatore Strano; 6 anni e 6 mesi al pentito Salvatore Centorrino, 6 anni a Francesco D’Agostino (a entrambi riconosciuti i benefici previsti per i collaboranti); 15 anni a Francesco Costa; 6 anni e 10 mesi per Salvatore Irrera, 13 anni e mezzo per Mesiti Vincenzo e Giovanni Pappalardo.
I commercianti condannati ma con pena sospesa: Fortunato Barrile, un anno e 6 mesi, Francesco D’Angelo, un anno e 6 mesi; un anno per Rosario Di Stefano, imprenditore edile, e Antonino Giordano.
Assoluzione invece per: Giusy Puleo, Angelo Saraceno, Antonino Astone, Michele Galletta, Pelleriti Carmela, Michele Celesti, Luigi Mancuso e Pietro Trischitta ed i commecianti Andrea Valentini, Giuseppe Ruocco e Carmelo Nostro.
