Progetto madri di giorno: pollice verso da parte del coordinamento donne Cgil

Progetto madri di giorno: pollice verso da parte del coordinamento donne Cgil

Progetto madri di giorno: pollice verso da parte del coordinamento donne Cgil

sabato 04 Luglio 2009 - 07:47

La responsabile Esmeralda Rizzi giudica poco utili e funzionali le proposte avanzate dall'asessore Magazzù e ribatte: -Con quelle risorse meglio aprire l'asilo di Camaro-

-Parcheggi, non luoghi di socializzazione e cura per i nostri figli-. Così Esmeralda Rizzi, responsabile del Coordinamento donne della Cgil di Messina, commenta il Progetto -Madri di giorno- presentato dall’assessore alle politiche scolastiche Magazzù. Il servizio delle -Madri di giorno- così come si rileva dal regolamento predisposto dall’assessorato, prevede che una casalinga in possesso del diploma di scuola media inferiore, che abbia effettuato un corso -abilitante-, assista e contribuisca ad educare fino a 6 bambini in età da asilo nido in un locale che rispetti i requisiti previsti dalla legge per le civili abitazioni. Il servizio verrà finanziato dal Comune attraverso Voucher che le famiglie non consegneranno alle -Madri di giorno- ma alle associazioni/cooperative cui fanno capo.

-Non una parola sulla messa a norma dei locali che dovrebbero accogliere i bambini, non un cenno sui percorsi formativi delle tagesmutter, non una riga sui contenuti educativi- evidenzia Rizzi che prosegue: -L’esperienza delle Tagesmutter non è nuova ma là dove è stata realizzata non rappresenta un’alternativa ai nidi ma un’integrazione. Il comune di Messina realizzi prima i servizi di base, gli asili nido cioè, e poi i servizi integrativi. Quello delle Tagesmutter infatti, per le sue caratteristiche è un servizio assimilabile a quello offerto da una baby sitter, non a un nido comunale. Rileviamo poi una difficoltà pratica ma determinante: come potrà una persona da sola guardare, accudire e provvedere a tutti i bisogni – e sono tanti- di 6 bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni? E questo qualunque mamma lo sa perfettamente!-.

A Messina, come la Cgil ha ripetutamente denunciato, l’offerta di posti nei nidi

comunali è gravemente insufficiente: per una popolazione di circa 250mila abitanti il Comune ha appena due asili nido per un totale di 74 posti. -Le risorse pensate per questo servizio vengano piuttosto usate per aprire l’asilo

nido di Camaro-, propone concretamente Rizzi che sottolinea come il progetto preveda nell’erogazione del servizio l’intermediazione del privato sociale: -Come troppo spesso accade, la sensazione forte è che con questo progetto più che a soddisfare i bisogni dei cittadini, sia stato pensato per destinare i pochi fondi esistenti a sostegno di quei soggetti del privato sociale vicini all’amministrazione comunale-, commenta Rizzi che ricorda infine: -Anche per il prossimo anno le famiglie messinesi dovranno aspettare gennaio per mandare i propri figli ai nidi comunali. Nonostante le promesse fatte e le nostre tante sollecitazioni, l’assessore Magazzù non ha presentato in Consiglio la proposta di modifica del regolamento che da anni impedisce ai bambini messinesi di iniziare l’asilo a settembre come nel resto d’Italia. Un impegno facile, a costo zero ma di grande utilità che l’assessore non ha trovato il tempo di attuare-.

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