Compivano furti negli ospedali di Messina. A volte si spingevano anche in provincia e nel catanese. Vittime preferite erano i degenti ed i loro familiari ma spesso prendevano di mira anche medici ed infermieri.
Ora il gup Maria Eugenia Grimaldi ha inflitto rispettivamente 4 e 5 anni di reclusione ai fratelli Santo e Giovanna Giannino che nel febbraio scorso, dopo una lunga serie di denunce, furono arrestati dai Carabinieri con le accuse di furto e ricettazione.
Secondo l’accusa Giovanna Giannino si introduceva negli ospedali fingendosi parente di una partoriente. Si intrufolava nelle stanze dei medici e nei reparti ospedalieri di ostetricia e con astuzia riusciva a sottrarre borse e portafogli delle ricoverate. Ad incastrare i due ladri il tentativo di acquistare in una gioielleria due bracciali del valore di 1600 euro, pagando con un assegno rubato. Insospettitosi il negoziante ha chiamato i carabinieri che hanno portato la donna in caserma. L’hanno identificata, fotografata e denunciata per ricettazione.
Dall’esame della foto si è così scoperto che la donna sarebbe stata autrice di almeno 19 furti nei nosocomi di Messina, Giarre e Milazzo. Da luglio 2007 numerose denunce erano infatti state presentate soprattutto alle stazioni di Faro Superiore e Arcivescovado per furti nei reparti di ostetricia degli ospedali Papardo, Piemonte e Policlinico. Grazie alle testimonianze delle vittime i Carabinieri hanno capito che Giovanna Giannino era l’autrice dei colpi anche nei nosocomi di Milazzo e Giarre e persino di quello compiuto in una palestra. Qui una delle vittime era riuscita a fornire l’identikit della ladra e la descrizione della sua borsa, poi ritrovata dai carabinieri a casa della donna.
Esaminando i filmati dei negozi dove erano state utilizzate le carte di credito rubate e spesi gli assegni, controllando i video delle telecamere dei bancomat, i carabinieri hanno notato che la donna era spesso in compagnia di uomo, successivamente identificato nel fratello Santo Giannino.
